BAROLO – Giovedì 10 settembre, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha partecipato a un simbolico taglio del grappolo di uva Nebbiolo da Barolo della vendemmia 2026.
Ospite dell’associazione Deditus – nata 15 anni fa per riunire nove aziende storiche del Barolo accomunate da una visione imprenditoriale e agricola che guarda alla tradizione, ai vigneti di proprietà e alla famiglia –, il ministro è stato accolto nella vigna di Barbara Sandrone ai Cannubi, uno dei cru più conosciuti e rinomati del Barolo.
All’evento, organizzato in collaborazione con il Consorzio di tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e con l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, hanno preso parte il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e l’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo, Commercio, Turismo e Sport, Paolo Bongioanni.
Dopo la vendemmia, con il supporto del Comune di Barolo e della Barolo&Castles Foundation, il ministro ha partecipato a un momento istituzionale negli spazi dell’Enoteca regionale del Barolo al castello Falletti, sede del WiMu-Museo del Vino, incontrando i sindaci e le più alte istituzioni del territorio.
Le dichiarazioni di Francesco Lollobrigida, Sergio Germano e Gianni Gagliardo
«Il vino italiano – ha dichiarato il ministro Francesco Lollobrigida – è una delle grandi eccellenze del nostro agroalimentare, un prodotto che in questi anni ha saputo conquistare valore e riconoscibilità nel mondo. Oggi attraversa una fase di assestamento, che riguarda in maniera diversa territori e tipologie, e dobbiamo affrontarla con attenzione, senza soluzioni uguali per tutti. Al centro ci sono le imprese e il lavoro dei viticoltori, che producendo vino custodiscono anche il territorio. Qui in Piemonte questo legame è particolarmente evidente: sono venuto per incontrare un mondo produttivo di grande qualità e per lavorare insieme sulle nuove opportunità che possono arrivare dai mercati internazionali, a partire dall’Asia. La strada è sostenere chi produce, valorizzare il vino italiano e continuare ad aprire nuovi mercati».
«La visita del ministro dell’Agricoltura – commenta il presidente del Consorzio Barolo Barbaresco, Sergio Germano – è stata un’opportunità per poter interloquire con lui circa le problematiche e anche i progetti futuri per sviluppare e rilanciare l’enologia e l’enogastronomia del nostro territorio. Il ministro si è infatti dimostrato sensibile e preparato a questo confronto costruttivo».
«Abbiamo invitato il ministro Lollobrigida a inaugurare la vendemmia del Barolo perché oggi, nella fase che stiamo vivendo, abbiamo bisogno di vicinanza con le istituzioni – aggiunge Gianni Gagliardo, presidente dell’associazione Deditus –. Il mondo del vino è cambiato e c’è necessità di un nuovo legame tra pubblico e privato, così come era proficuamente accaduto quarant’anni fa, quando muovevamo i primi passi alla conquista dei mercati internazionali».
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