ALBA – Tutto in un pomeriggio: il verdetto del Palio degli asini numero 67 uscirà al termine delle due batterie e della finale di domenica 4 ottobre. La goliardica corsa che fa parte della vita albese dal 1932, con pause anche molto lunghe fino al ’67, anno di nascita della rievocazione moderna, è il momento culmine del folclore albese, inizierà alle 10.30 in piazza Risorgimento con il sorteggio dei ciuchini da assegnare ai fantini dei nove borghi.
Il programma preparato come sempre dalla Giostra delle cento torri proseguirà, alle 14.30, con la sfilata in abiti medievali tra piazza Ferrero e i corsi Fratelli Bandiera e Matteotti, fino ad arrivare al campo del Palio allestito in piazza Senatore Cagnasso.
Gli episodi dei borghi
Prima della corsa, sarà il momento delle rievocazioni storiche. Come ha spiegato Luca Sensibile, presidente della Giostra delle cento torri, «San Lorenzo, vincitore del 2025, ripeterà la scena con cui aveva convinto pubblico e giuria l’anno passato ma non sarà in gara, come da regolamento. I borghi dovranno terminare la rappresentazione in sei minuti, uno in più rispetto all’anno scorso. Abbiamo calcolato che ci sarà tempo a sufficienza per fare tutto e, in questo modo, gli episodi potranno essere strutturati in maniera più articolata».
Inizieranno i Brichet, campioni del Palio 2025 con Rombo (il fantino Gianluca Zahnd) su Tuono. I suoi figuranti rievocheranno l’incontro ad Alba tra san Francesco e il vescovo Bonifacio II del Carretto, avvenuto, vuole la tradizione, durante uno dei viaggi del Poverello d’Assisi. Santa Barbara metterà in scena il miracolo della fioritura del pruno a Bra, nel 1336, avvenuto con l’apparizione della Vergine che salvò dalle brame di alcuni soldati la giovane Egidia Mathis. Sul luogo sono sorti prima un pilone e poi i due santuari dedicati alla Madonna dei fiori.
Il borgo del Fumo ripercorrerà le tappe che servivano, nell’Età media, per diventare cavaliere. Sarà narrata la storia del dodicenne Ludovico e del suo addestramento, che durerà dieci anni.
Rosalia Sinibaldo, la nobilissima siciliana, nel 1130 rifiutò il matrimonio combinato con il conte Baldovino e divenne eremita; in seguito, alla “santuzza” patrona di Palermo vennero attribuiti miracoli, tra i quali l’intercessione che pose fine alla peste che affliggeva la città nel 1624. La ricorderà il borgo che porta il suo nome, Santa Rosalia.
Il borgo San Martino offrirà una carrellata di riti legati a san Giovanni, mentre le Rane insceneranno la trasformazione di Francesco d’Assisi da giovane spensierato a santo.
Il borgo dei Patin e tèsor rievocherà l’umiliazione di Canossa, subita dall’imperatore Enrico IV di Franconia per ottenere il perdono di papa Gregorio VII. Presenti le figure di Adelaide di Susa e Matilde di Canossa.
La Moretta ha scelto il rapimento della badessa Adelaide, avvenuto nel 1266 per mano dei marchesi di Busca. Per concludere, San Lorenzo riproporrà la vicenda di Lionello, duca di Clarence, figlio cadetto del re d’Inghilterra Edoardo III, fresco sposo di Violante Visconti che aveva avuto, dal padre di lei, Gian Galeazzo, un’enorme dote, che comprendeva anche Alba e Cherasco. Lionello, che era accompagnato da numerosi cavalieri inglesi, morì ad Alba nell’ottobre 1368 durante un banchetto. Si pensò a un avvelenamento (o a una indigestione di tartufi, secondo alcuni storici albesi).
Il drappo e la corsa
Il pittore del drappo, l’albese Riccardo Cordero, è autore anche del quadro che andrà alla migliore sfilata: la consegna avverrà tra la seconda batteria e la finale. La seconda batteria coincide pure con il Palio delle città gemelle di Alba, ossia la statunitense Medford, Banská Bystrica della Slovacchia, la tedesca Böblingen, la francese Beausoleil, la belga Arlon, Sant Cugat del Vallès, Spagna, e la turca Giresun. A ognuna sarà abbinata una coppia asino fantino: lo scorso anno, grazie al borgo delle Rane, il premio se lo aggiudicò Beausoleil.
Prima della gara, i fantini avranno il loro bel daffare nel convincere i somari a starsene buoni dietro il canapo in attesa del via; durante il percorso, dovranno lottare contro la proverbiale testardaggine del quadrupede a ricevere i comandi. Il circuito misura circa 150 metri; nelle due batterie si dovranno completare quattro giri e, nella finale, cinque.
L’albo d’oro
Nell’albo d’oro del Palio, al primo posto figurano i campioni in carica dei Brichet con 15 titoli. Seguono Moretta e Patin e tèsor con nove, Rane con sette, Santa Rosalia e Fumo con cinque, Santa Barbara con quattro, San Lorenzo con tre e San Martino con due trofei.

