Caro gasolio, l’allarme degli edili cuneesi: «A rischio i cantieri»

Confartigianato ANAEPA chiede compensazioni e revisione dei prezzi per le piccole imprese

Caro gasolio, l’allarme degli edili cuneesi: «A rischio i cantieri»
Giuseppe Trossarello

EDILIZIA – L’aumento del costo del gasolio rischia di compromettere la sostenibilità dei lavori già avviati nei cantieri e di mettere ulteriormente sotto pressione la tenuta delle imprese edili, in particolare quelle di micro e piccole dimensioni. A lanciare l’allarme è Giuseppe Trossarello, presidente provinciale di ANAEPA Confartigianato Edilizia Cuneo, che sollecita interventi rapidi e concreti da parte del Governo.

Secondo le rilevazioni di Confartigianato Trasporti, tra febbraio e settembre il prezzo del gasolio industriale al netto delle tasse è aumentato del 54,3%, spinto dalle tensioni internazionali e dalla forte instabilità dei mercati energetici. Per un mezzo pesante, il costo di un pieno da 900 litri è passato da 1.503,78 a 1.971,61 euro.

Un incremento che, per il comparto delle costruzioni, si traduce direttamente in maggiori costi di produzione.

«Per un’impresa edile il gasolio non è un bene di consumo accessorio: è uno strumento di lavoro – sottolinea Trossarello – Serve ogni giorno per far funzionare escavatori, autocarri, furgoni e macchine operatrici. Sono mezzi che utilizziamo per produrre, lavorare e creare valore sul territorio. Con aumenti di questa portata, però, i margini delle imprese vengono progressivamente erosi, fino al rischio concreto di lavorare in perdita su cantieri e commesse i cui prezzi sono stati concordati mesi fa».

L’impatto non si limita al carburante utilizzato direttamente in cantiere. L’aumento dei costi energetici si trasferisce sull’intera filiera delle costruzioni, sommandosi ai rincari dei materiali e delle lavorazioni, a partire da bitume, acciaio e prodotti derivati dal petrolio. Una dinamica che rende sempre più difficile rispettare preventivi e contratti definiti in condizioni di mercato completamente diverse.

«Le imprese non possono continuare ad assorbire da sole aumenti così rilevanti. – prosegue Trossarello – Non chiediamo assistenzialismo né regali, ma condizioni che consentano di continuare a lavorare. Quando i costi di produzione crescono in modo così rapido, servono strumenti capaci di accompagnare realmente le aziende e di evitare che siano soprattutto le realtà più piccole a pagarne il prezzo».

Le misure adottate finora riguardano principalmente il settore dell’autotrasporto merci. Il Governo ha annunciato l’avvio dei pagamenti del credito d’imposta dal 20 ottobre e lo stanziamento di ulteriori risorse per coprire le richieste presentate. Restano tuttavia escluse da analoghi strumenti di compensazione molte imprese edili e del movimento terra, per le quali il gasolio rappresenta a tutti gli effetti un fattore produttivo indispensabile.

Per questo ANAEPA Confartigianato Edilizia chiede che i meccanismi di compensazione vengano estesi anche alle imprese che utilizzano il gasolio direttamente nei cantieri, insieme a interventi sul peso fiscale dei carburanti e a strumenti in grado di attenuare gli effetti dei rincari sui costi di esercizio.

Parallelamente, l’associazione sollecita prezzari costantemente aggiornati e meccanismi di revisione dei prezzi semplici, automatici e tempestivi, così da permettere alle imprese di vedersi riconoscere gli effettivi maggiori costi sostenuti durante l’esecuzione delle opere.

«Servono risposte concrete e rapide – aggiunge Daniela Balestra, presidente di Confartigianato Cuneo – perché il tema non riguarda soltanto le singole imprese o il comparto delle costruzioni, ma l’intero sistema economico e produttivo del territorio. Ogni azienda è parte di una filiera fatta di fornitori, subfornitori, lavoratori, professionisti, trasportatori e servizi: quando un’impresa rallenta o si ferma, gli effetti si propagano ben oltre il singolo cantiere e finiscono per coinvolgere occupazione, investimenti, famiglie e comunità locali. Le micro e piccole imprese costituiscono una parte essenziale di questo ecosistema e non possono essere lasciate sole ad assorbire aumenti dei costi di tale portata. Occorre intervenire prima che queste tensioni compromettano la continuità aziendale, frenino gli investimenti e indeboliscano intere filiere produttive. Difendere la sostenibilità delle imprese significa difendere la capacità del territorio di creare lavoro, valore e sviluppo».

Redazione

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