di Serena Corradi
SOCIALE – È nata a gennaio, ma la sua storia è cominciata ben prima. Motiva è la cooperativa sociale, con sede ad Alba, che dal 1° gennaio 2026 riunisce quattro realtà della cooperazione piemontese: Alice, Il Ginepro, Orso e il consorzio Cis. La data che segna simbolicamente la nascita del nuovo soggetto è però il 16 settembre 2025, quando le assemblee dei soci hanno approvato l’atto di fusione.
Integrità, corresponsabilità, autodeterminazione, creatività e innovazione, sostenibilità economica e organizzazione sociale sono i valori che tracciano il percorso di Motiva. A questi si affiancano la centralità della persona, la gestione democratica e partecipata, la presenza sul territorio, il lavoro in rete e la coprogettazione con il pubblico e il privato.

«La scelta di fonderci è maturata nel tempo», spiega la presidente Loredana Di Cristo. «Come cooperative avevamo già delle collaborazioni attive in molti settori, soprattutto rispetto alle migrazioni e alle dipendenze. È nata un po’ da questo scambio la scelta di fondersi».
La fusione è stata preceduta da un percorso partecipato con soci e lavoratori, con l’obiettivo di mettere in comune esperienze, identità e visioni differenti. «L’idea non era quella di far nascere una cooperativa che fosse diversa o che avesse obiettivi differenti da quelle che l’avevano generata, ma di essere più presenti, più solidi, più riconoscibili e anche più capaci di affrontare le sfide che si stanno ponendo e che si porranno in futuro», sottolinea la presidente.
«Per noi la cooperazione è qualcosa di vivo, che si muove», dice Di Cristo. «Motiva è nata e ora è in cammino, si muove insieme a tutte le persone e ai territori di cui ci prendiamo cura e con cui abbiamo a che fare tutti i giorni», aggiunge la presidente.
Oggi Motiva conta 385 lavoratori, di cui 290 soci, ed è presente soprattutto nelle province di Cuneo e Torino, con progetti e servizi anche nell’Astigiano e nell’Alessandrino. Le attività sono organizzate in settori di intervento rivolti alle persone e alle fragilità, con servizi che riguardano dipendenze, disabilità, politiche educative, della famiglia, del lavoro, giovanili e di prossimità, e un settore produttivo.
Quest’ultimo comprende un laboratorio gastronomico, attività di catering e pasticceria, un orto sociale con certificazione biologica e la manutenzione del verde per alcuni Comuni del Cuneese. «Sono tutte attività che, oltre alla vendita all’esterno, hanno una funzione molto importante perché i nostri lavoratori e i nostri beneficiari hanno la possibilità di sperimentare», spiega la presidente.
Tra i progetti più recenti c’è l’apertura, in coprogettazione con il Comune di Guarene, del nuovo asilo nido di Vaccheria, il primo servizio avviato ex novo dopo la nascita di Motiva, che già da anni gestisce altri nidi sul territorio. «In questo anno siamo stati molto concentrati sul presente, sull’organizzazione interna, che è in via di stabilizzazione», aggiunge.
Sul territorio albese Motiva continua a essere impegnata sui temi delle migrazioni, della prossimità e del lavoro, oltre che nell’ambito del carcere, anche attraverso gli sportelli di orientamento e accompagnamento che sostengono le persone nell’accesso ai servizi e nelle diverse fasi del loro percorso. Tra le ultime iniziative anche la promozione del mercatino Valelapena!, una vetrina delle economia penitenziarie che domenica 4 ottobre ha coinvolto sedici realtà che lavorano dentro e fuori agli istituti penitenziari.
Un impegno che passa anche dalla capacità di costruire relazioni con enti pubblici, Terzo settore e imprese: «Crediamo fortemente nella collaborazione con imprese profit e non profit e con il pubblico», conclude Di Cristo. «Per affrontare le sfide future è importante essere in rete e agire coordinati, perché l’obiettivo, alla fine, è unico».

