Pensiero per domenica / Dio offre la sua salvezza a «todos, todos, todos»

a cura di Lidia e Battista Galvagno

PENSIERO PER DOMENICA – XXVIII TEMPO ORDINARIO – 11 OTTOBRE

“Il pranzo è pronto: a tavola!”: il grido di richiamo che tante mamme, nel corso della storia, e anche nelle nostre case, hanno lanciato ai figli, risuona nella parabola degli invitati a nozze (Mt 22,1-14) sulla quale siamo chiamati a riflettere oggi.

​Pensiero per domenica / Dio offre la sua salvezza a «todos, todos, todos»

Chi chiama è il Signore, il pranzo è gratis e il menù è addirittura esagerato. Ce lo ricorda, nella prima lettura, il profeta Isaia (25,6-10). Il Signore preparerà per tutti i popoli «un banchetto di grasse vivande, di vini eccellenti». E se questo non bastasse, ecco il regalo per i partecipanti: «Eliminerà la morte per sempre… Asciugherà le lacrime su ogni volto». Chi rifiuterebbe un invito del genere? La risposta è nel versetto del salmo: «Abiterò per sempre nella casa del Signore»! Invece no.​

C’è chi ha rifiutato e rifiuta l’invito. La parabola di Gesù è rivolta a loro. Nel Vangelo si fanno anche i nomi: «I capi dei sacerdoti e i farisei», i custodi del sacro, coloro che vivevano abitualmente nella casa del Signore, avendo libero accesso a quei locali del tempio a cui altri non erano ammessi. Evidentemente per loro il banchetto non era una festa attesa e ambita, ma una routine, un “dovere”, un rituale gravoso. Meglio andare nel proprio campo, curare i propri affari. Oggi questa è la cultura dominante: non smettere di lavorare, soprattutto quando si può fare da casa, on-line, continuare a consumare, programmare bene il weekend… C’è un’unica differenza: almeno qui da noi, chi invita a partecipare al banchetto del Signore (in specie al banchetto eucaristico) non corre il rischio di essere malmenato e ucciso come i servi della parabola, immagine chiara dei profeti biblici. Semplicemente gli invitati non ascoltano: l’indifferenza regna sovrana. Ed è l’atteggiamento che dà più fastidio a Dio.​

«Andate ai crocicchi delle strade». È l’ordine, in apparenza un po’ stravagante, che il padrone dà ai servi: invitare le persone che non sanno nulla della festa. Invitare tutti. Per dirlo con papa Francesco: «Todos, todos, todos». La salvezza è per tutti. Non c’è nemmeno distinzione tra buoni e cattivi. Il padrone chiama ciascuno: «Amico». L’unica condizione per restare alla festa è indossare l’abito nuziale: a quei tempi veniva regalato a tutti i convitati. Alla festa di Dio non c’è posto per un’unica categoria di persone: per coloro che credono di potersi salvare da soli, coloro che non accettano di essere salvati da Dio.

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