SICUREZZA SUL LAVORO – La provincia di Cuneo è tra le tre del Piemonte classificate in zona rossa per il rischio di mortalità sul lavoro, insieme a Vercelli e Alessandria. È quanto emerge dai dati aggiornati ad agosto 2026 dell’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega, che evidenziano un peggioramento della situazione regionale, con un incremento del 9,4% delle vittime rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il Piemonte passa infatti dalla zona gialla a quella arancione, superando la media nazionale dell’incidenza dei decessi sul lavoro. Nei primi otto mesi dell’anno si sono registrate 58 vittime, contro le 53 dello stesso periodo del 2025.
Particolarmente preoccupante è la situazione del Cuneese, che rientra nella fascia di rischio più elevata, quella rossa, riservata alle province in cui l’incidenza della mortalità supera del 25% la media nazionale.
La stessa classificazione riguarda Vercelli e Alessandria, mentre Asti si colloca in zona arancione e Torino in zona gialla. Novara, Biella e Verbano-Cusio-Ossola risultano invece in zona bianca, con un’incidenza inferiore al 75% della media italiana.
A commentare i dati è Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega, che richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare le misure di prevenzione.
«Il passaggio del Piemonte dalla zona gialla alla zona arancione – dice Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega – è un segnale che non può essere sottovalutato. Nei primi otto mesi del 2026, le vittime sul lavoro salgono a 58, contro le 53 dello stesso periodo del 2025, mentre l’incidenza della mortalità regionale supera la media nazionale. A preoccupare è soprattutto la situazione di alcune province, come Vercelli, Cuneo e Alessandria, tutte in zona rossa. In particolare, a Vercelli si registra un’incidenza di 71,7 decessi ogni milione di occupati, oltre tre volte la media italiana. Questi dati impongono di guardare oltre il quadro regionale e comprendere dove la prevenzione non riesce a garantire una tutela adeguata, intervenendo sulle criticità con una formazione mirata e controlli più efficaci».
In aumento anche le denunce di infortunio sul lavoro. Alla fine di agosto 2026, in Piemonte ne sono state registrate 24.198 in occasione di lavoro, contro le 22.886 dello stesso periodo dell’anno precedente, con un incremento di 1.312 casi.
Nel dettaglio, le denunce riguardano 15.148 uomini e 9.050 donne. La fascia d’età maggiormente colpita è quella compresa tra i 55 e i 64 anni, seguita dai lavoratori tra i 45 e i 54 anni e dagli over 65.
I dati dell’Osservatorio Vega confermano dunque un quadro regionale in peggioramento, con particolare attenzione alla provincia di Cuneo, dove l’incidenza della mortalità sul lavoro supera sensibilmente la media nazionale. Una situazione che richiama la necessità di interventi mirati sulla prevenzione, sulla formazione dei lavoratori e sull’efficacia dei controlli.
Redazione
