SANITÀ – Assunzioni del personale, welfare aziendale e servizio di emergenza-urgenza 118 sono stati al centro dell’incontro che si è svolto questa mattina, mercoledì 14 ottobre, al Grattacielo Piemonte di Torino, tra la Regione e le organizzazioni sindacali Cisl, Fials, Nursind e Nursing Up, firmatarie del contratto del comparto sanità.
Alla riunione hanno partecipato il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi. L’incontro si è concluso con la sottoscrizione di un verbale di accordo tra le parti.
«Nella riunione di oggi abbiamo definito alcuni progetti che da mesi l’Assessorato alla sanità segue e che incidono sulla qualità della vita e sul lavoro del personale infermieristico, tecnico e del comparto piemontese. Welfare, mobilità, turn-over, 118 sono priorità e la firma di oggi è un ottimo punto di partenza e di modernizzazione del sistema», dichiarano Cirio e Riboldi.
Il presidente e l’assessore hanno preso parte all’incontro in videocollegamento da Bruxelles, dove sono in corso gli approfondimenti tra la Regione e gli uffici della Commissione europea sulla possibilità di utilizzare in modo innovativo i fondi europei a sostegno del sistema sanitario e di cura del Piemonte.
Assunzioni e turn over: nuovi dati entro ottobre
Sul fronte delle assunzioni, la Regione ha confermato che è in corso la ricognizione avviata lo scorso luglio sui numeri e sulla tipologia del personale sanitario, con l’obiettivo di individuare gli ambiti che necessitano di un ulteriore potenziamento.
L’attività sarà completata entro il 20 ottobre, mentre entro la fine del mese verrà convocato un nuovo incontro con le organizzazioni sindacali.
Il 2 novembre, in sede di osservatorio, saranno presentati i dati aggiornati al 30 settembre 2026.
La Regione ha inoltre ribadito la garanzia del turn over, assicurata anche durante la ricognizione degli ultimi mesi.
Welfare aziendale per migliorare le condizioni di lavoro
Un altro punto centrale dell’accordo riguarda lo sviluppo di iniziative di welfare integrativo, considerate uno strumento per favorire il benessere organizzativo, migliorare la conciliazione tra vita professionale e privata e rendere il sistema sanitario piemontese più attrattivo per i lavoratori.
L’obiettivo è anche quello di incentivare la permanenza del personale nelle strutture sanitarie, attraverso misure capaci di rispondere alle esigenze dei dipendenti.
A questo scopo, informando anche le rappresentanze sindacali unitarie (RSU), verrà avviato un confronto con le aziende sanitarie regionali, prendendo come riferimento il modello di welfare già sviluppato da Azienda Zero.
Emergenza-urgenza 118: verso trattamenti economici omogenei
Particolare attenzione è stata riservata al sistema regionale di emergenza-urgenza extraospedaliera 118, per il quale era già stata raggiunta una prima intesa con Azienda Zero.
Regione e sindacati hanno condiviso l’obiettivo di armonizzare i trattamenti economici accessori riconosciuti al personale che svolge funzioni analoghe all’interno del sistema regionale.
L’impegno è quello di raggiungere questo risultato nel biennio 2027-2028, individuando anche le risorse aggiuntive necessarie.
L’accordo prevede inoltre la definizione di criteri omogenei e percorsi coordinati per gestire le situazioni di sopraggiunta inidoneità o di limitazione all’attività operativa del personale impiegato nel 118.
Le iniziative saranno sviluppate mantenendo informate le RSU e nel rispetto dell’autonomia delle singole aziende sanitarie e delle regole della contrattazione.
Mobilità del personale: in arrivo un portale regionale
Tra le novità annunciate figura anche l’attivazione, a breve e in via sperimentale, di un portale regionale dedicato alla mobilità del personale sanitario.
La piattaforma consentirà di raccogliere le richieste dei dipendenti interessati a trasferirsi tra le aziende sanitarie del Piemonte, offrendo uno strumento aggiuntivo per rendere più tempestiva ed efficace la gestione delle esigenze di mobilità.
L’iniziativa punta a migliorare l’organizzazione delle risorse umane e a favorire una maggiore flessibilità nella distribuzione del personale all’interno del sistema sanitario regionale.
Redazione
