di Davide Barile
ECOLOGIA– Da Benevento a Bari lungo la via Francigena del Sud e il Cammino materano: 349 chilometri di corsa, tre regioni e trenta Comuni attraversati, 498 chili di immondizia raccolti e più di tremila persone incontrate: sono i numeri del Keep clean and run numero 12, l’iniziativa nata dall’idea di Roberto Cavallo – che continua a partecipare – con lo scopo di sensibilizzare sul corretto smaltimento dei rifiuti.
Erica e Aica (Associazione internazionale della comunicazione ambientale) hanno organizzato l’iniziativa da lunedì 28 settembre a sabato 3 ottobre. Altri luoghi di partenza e arrivo delle tappe sono stati Celle San Vito, Ordona, Melfi, Matera, Gravina di Puglia e Cassano delle Murge. Commenta Cavallo: «Con la squadra che mi ha sostenuto, siamo riusciti a portare un messaggio positivo a duemila studenti e oltre mille volontari. È stata un’esperienza faticosa, ma affascinante. Mi ha colpito soprattutto il Cammino materano: per la prima volta ho incontrato viandanti e pellegrini provenienti da Stati Uniti, Scozia, Belgio e Francia. Gli stranieri, con una punta di rammarico, mi dicevano “tutto bello, peccato per i rifiuti”. Dopo aver spiegato il motivo della corsa con un sacchetto in mano, alcuni di loro mi hanno permesso di registrare video testimonianze».
Le tradizioni locali
Tra le scoperte che più lo hanno sorpreso figura «la presenza di due isole linguistiche francoprovenzali a Celle San Vito e Faeto, dove la lingua è rimasta quella del Duecento e, per le affinità culturali, le comunità sono gemellate con la Valle d’Aosta. Esperienze del genere mi permettono anche di scoprire aspetti storici, geografici, naturalistici e sociologici. Qui, per esempio, c’era il latifondo e, comprensibilmente, la cura verso la terra di chi non si conosceva era diversa rispetto ai luoghi in cui era già diffusa la piccola proprietà contadina».
Una pratica agricola caratteristica «è la bruciatura delle stoppie: purtroppo, però, a volte gli incendi, volutamente e non, scappano di mano e si estendono a ciò che c’è attorno. Dove le scarpate bruciano, emergono tutti i rifiuti abbandonati». Un momento particolarmente toccante è stato «il passaggio a Casalbore, gemellato con Vinovo: del centro del Torinese conosco la sindaca e, quando ho incontrato il primo cittadino locale, ne ho approfittato per una videochiamata: ci sono più casalboresi in Piemonte e all’estero che nel paese».
Tra i rifiuti incontrati «figurano molti imballaggi, una grande quantità di bottiglie di birra in vetro, qualche pneumatico, televisori, giochi in plastica per bambini e un calciobalilla abbandonato vicino a un ulivo secolare. Vorrei comunque segnalare un gesto virtuoso: ho notato che, in molti paesi, al mattino presto la gente esce con la scopa per pulire il tratto di strada davanti alla propria abitazione. Lo facevano anche in tante zone di Alba: se l’abitudine prendesse di nuovo piede, risparmieremmo nei costi dell’igiene urbana».





