LA RUBRICA – Quando Luigi Pirandello pubblicò Uno, nessuno e centomila difficilmente avrebbe potuto immaginare che il suo titolo, un giorno, sarebbe stato utilizzato non soltanto per descrivere l’uomo moderno, ma anche le nostre strade. Eppure, automobilisti, motociclisti, ciclisti, pedoni, utenti dei monopattini e delle e-bike hanno trasformato la mobilità contemporanea in una realtà sempre più complessa, imponendo al legislatore non “una”, ma quasi “centomila” riforme per adeguare la disciplina a un mondo in continua evoluzione.
In questa prospettiva, s’inseriscono le recenti novità in materia di monopattini elettrici. A riguardo, dal 16 luglio 2026, è stata resa obbligatoria la copertura assicurativa per la responsabilità civile e questi mezzi sono così diventati – anche a livello normativo – veri e propri veicoli, con tutto ciò che ne consegue circa il rispetto delle regole della circolazione stradale e le conseguenze in caso di sinistri.
Sul punto si sta assistendo alle prime pronunce, tra cui, per esempio, la sentenza del giudice di pace di Rimini del 24 agosto 2026 numero 937, in cui è stato, per l’appunto, cristallizzato l’assunto che il monopattino è a tutti gli effetti un veicolo al pari degli altri circolanti, e ciò anche al fine della valutazione della responsabilità civile nella causazione dell’incidente da parte di chi lo conduce.
Ma il processo di aggiornamento non si ferma certo qui. Negli ultimi mesi è, infatti, in corso una più ampia riforma del Codice della strada, destinata a incidere su molteplici aspetti della circolazione: dalla patente conseguibile a 17 anni alla digitalizzazione dei controlli, fino a un sistema sanzionatorio pensato per essere maggiormente proporzionato alla gravità delle condotte. Tra le novità più significative figura senz’altro l’applicazione automatica del divieto di guida per talune infrazioni in luogo dell’attuale sospensione rimessa alla discrezionalità del prefetto.
La sfida del legislatore (e, di conseguenza, degli operatori del diritto) è, allora, simile a quella affrontata da Pirandello: prendere atto che non esiste soltanto un modo di vivere la strada, bensì “centomila”. E occorre provare a disciplinarli tutti.
La nuova puntata della rubrica sarà sul numero di Gazzetta d’Alba in edicola da martedì 27 ottobre.
