Ospedale di Verduno, inaugurata la nuova piattaforma elevatrice sanitaria

Un investimento pubblico di 220mila euro per migliorare l’accessibilità dei pazienti dializzati al reparto di Nefrologia e Dialisi, con una nuova piattaforma elevatrice, una rampa riqualificata e una pensilina per proteggere i trasporti in caso di maltempo

Ospedale di Verduno, inaugurata la nuova piattaforma elevatrice sanitaria
©Barbara Guazzone e Andrea Olimpi

VERDUNO – Un accesso più comodo, protetto e riservato per le persone che raggiungono regolarmente l’ospedale Michele e Pietro Ferrero per sottoporsi alla dialisi. È questo il risultato concreto della nuova piattaforma elevatrice sanitaria inaugurata oggi, giovedì 15 ottobre, presso il reparto di Nefrologia e dialisi dell’ASL CN2: un intervento che migliora il percorso d’ingresso in ospedale, con particolare attenzione alle esigenze dei pazienti che hanno maggiori difficoltà negli spostamenti. La piattaforma consente di superare il dislivello tra il parcheggio e l’ingresso del reparto, agevolando un accesso diretto delle persone trasportate dai servizi di accompagnamento e dalle associazioni locali di soccorso. L’intervento comprende, inoltre, il rifacimento della pavimentazione della rampa esterna e del terrazzo di sbarco, insieme a una nuova pensilina metallica dotata d’illuminazione, che copre l’intero percorso. Una soluzione che permette di raggiungere il reparto attraverso un accesso riparato anche in caso di pioggia e maltempo.

Dice la direttrice generale dell’ASL CN2, Paola Malvasio: «La qualità di un servizio sanitario si misura anche attraverso l’attenzione ai bisogni quotidiani delle persone. Per chi deve affrontare regolarmente la dialisi, spesso con la necessità di essere accompagnato, rendere più semplice, sicuro e protetto l’ingresso in ospedale significa migliorare concretamente l’esperienza di cura. Con questo intervento proseguiamo nel percorso di attenzione all’accessibilità e all’accoglienza, affinché la struttura ospedaliera risponda sempre meglio alle esigenze dei pazienti». L’intervento è stato finanziato con 220mila euro nell’ambito del progetto regionale di rilancio della anità pubblica, a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc). Le opere hanno riguardato la realizzazione della piattaforma elevatrice idraulica esterna e gli interventi complementari necessari a migliorare la fruibilità e la protezione del percorso di accesso al reparto.

Aggiunge Manuel Burdese, direttore della Struttura complessa di Nefrologia e dialisi:«In Nefrologia e dialisi accompagniamo da sempre persone fragili, affette da malattie croniche, che necessitano di continuità assistenziale e, spesso, di cure personalizzate. Nel caso dell’emodialisi, i pazienti in trattamento cronico devono raggiungere l’ospedale con regolarità. Per loro anche un semplice percorso di ingresso, che si riveli più agevole, riservato e protetto dalle intemperie, può fare la differenza. La nuova piattaforma e la riqualificazione degli spazi esterni rappresentano un ulteriore tassello nel processo di miglioramento della qualità dell’accoglienza e delle cure, testimoniando un impegno costante dell’ASL CN2 nel porre al centro la persona e le sue necessità».

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, pur lontano per impegni istituzionali, ha voluto essere presente con un messaggio di saluto e apprezzamento, a sottolineare l’importanza di «un intervento che punta a migliorare la qualità dei servizi dell’Ospedale, investendo risorse pubbliche a favore dei pazienti e delle loro famiglie». Cirio ha voluto «ringraziare quanti hanno lavorato per realizzare questo intervento e il personale sanitario che ogni giorno è al lavoro per curare gli uomini e le donne di questo territorio».

Il presidente della quarta Commissione Sanità del Consiglio regionale ed ex assessore alla Sanità piemontese, Luigi Genesio Icardi, ha evidenziato il valore di un intervento che traduce gli investimenti nella sanità pubblica in miglioramenti tangibili per i cittadini: «Rendere le Strutture sanitarie sempre più accessibili e funzionali incide sulla qualità e fruibilità delle cure da parte dei cittadini, ottimizzando le risorse economiche a disposizione. Interventi come questo dimostrano quanto sia importante investire non soltanto nelle tecnologie e nei servizi clinici, ma anche negli spazi e nei percorsi che i pazienti utilizzano quotidianamente. Il mio ringraziamento va a tutti i tecnici che hanno contribuito all’impiego efficace del Fondo per lo sviluppo e la coesione a vantaggio dei nostri pazienti».

Conclude Attilio Cammarata, delegato dell’Associazione nazionale emodializzati dialisi e trapianto, presente con il segretario generale Paolo Nenci e il segretario regionale Gian Luigi Giacomazzi: «La mia storia di persona pluritrapiantata e i lunghi anni trascorsi in dialisi m’insegnano che, nella cura, nessun dettaglio è secondario. Come delegato Aned, so che abbattere le barriere architettoniche significa restituire dignità e sollievo alle fatiche quotidiane dei pazienti: è una missione in cui credo e a cui continuo a dedicare il mio tempo e le mie energie. Oggi inauguriamo un’opera indispensabile e il mio grazie va alla dottoressa Paola Malvasio per aver sposato da subito questa causa. Un riconoscimento sincero va all’Ufficio tecnico dell’ASL CN2 e all’ingegner Paolo Marengo per la dedizione nella realizzazione dei lavori. Grazie a coloro che hanno creduto in questa iniziativa, con una menzione speciale per il Comune di Verduno, la sindaca Marta Giovannini e l’architetta Maria Paola Bertolotto per la loro vicinanza. Infine, ma non ultima, ringrazio la Regione Piemonte per aver creduto nel progetto, concedendo il finanziamento necessario»

Oltre alle istituzioni regionali, alla dirigenza aziendale e alla rappresentanza Aned hanno partecipato all’inaugurazione la sindaca di Verduno Marta Giovannini, la presidente della Conferenza dei sindaci Giuseppina Facco, il sindaco di Alba Alberto Gatto e, in rappresentanza del sindaco di Bra Giovanni Fogliato, il consigliere comunale Francesco Testa. Presenti anche il vescovo della Diocesi di Alba, monsignor Marco Brunetti, il presidente della Fondazione Ospedale Alba-Bra Bruno Ceretto con il direttore Luciano Scalise e la Garante dei diritti delle persone con disabilità del Comune di Alba Orsola Bonino. La nuova piattaforma rappresenta un intervento concreto per migliorare l’accesso alle cure: perché prendersi cura delle persone significa anche rendere più semplice e dignitoso il percorso che le accompagna ogni giorno fino al reparto.

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