«Stiamo buttando il nostro futuro»

Mariangela Roggero DominiParliamo con l’assessore alle politiche giovanili Mariangela Roggero Domini.

1.Precariato è un termine del mondo giovanile d’oggi. Crede che ad Alba cambi qualcosa?

«Sono a contatto con molte famiglie, dunque con parecchi giovani, e posso dire che la situazione albese non è migliore di quella regionale o nazionale. C’è grande incertezza e precarietà sia esistenziale che occupazionale. Le aziende non investono sulla formazione giovanile o non assumono laureati perché dovrebbero differire nel tempo il guadagno e spendere nell’immediato. Un poco di lungimiranza nel futuro diverrebbe redditizia dal punto di vista finanziario, eppure si preferisce non rischiare. Il trattamento riservato alle nuove generazioni è degradante. In questo modo, è ovvio che i lavoratori non si affezionano, non ricambiano in fiducia».

2. Insomma, studiare non è garanzia di una soddisfacente qualità di vita.

«No. Molti giovani sono costretti a stare in casa, sotto l’ala protettiva dei genitori, fino a 30 anni. Altri, nonostante gli studi di elevato livello, si arenano in lavori ordinari, come il cameriere o il commesso. In questa situazione, la progettualità e la capacità di pensare al futuro sono azzerate. Insomma, in parecchi casi si vive per lavorare invece di lavorare per vivere».

3 Come vede il futuro? Anche ad Alba i giovani fanno fatica come nel resto del Paese o si può parlare anche in questo caso di “isola felice”?

«La vedo dura. Anche se le istituzioni tentano di ricucire le crepe – si vedano i nuovi provvedimenti per facilitare le assunzioni giovanili a livello regionale e nazionale –, la situazione resta insostenibile. Gli imprenditori, ad esempio, vessati da tasse inique come l’Irap, quand’anche dispongano di buona volontà personale, hanno le ali tarpate. Ad Alba la situazione appare meno drammatica a causa della nostra indole riservata: tendiamo a non esternare, a risolvere le criticità discretamente. Tuttavia, la svalorizzazione dei giovani è un processo in ascesa, che deve essere fermato prima che sia tardi».

m.v.

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