Asti, i sindacati spingono per la chiusura delle aziende enomeccaniche o sarà sciopero

Asti, i sindacati spingono per la chiusura delle aziende enomeccaniche o sarà sciopero
Foto di repertorio

ASTI «Le aziende astigiane che non svolgono attività essenziali chiudano subito». È l’appello di Fiom, Fim e Uilm di Asti che chiedono la chiusura immediata di diverse aziende, in generale del settore dell’enomeccanica, che stanno continuando a operare «sostenendo di essere funzionali alla filiera produttiva, una di quelle previste dal decreto».

«Sollecitiamo la Regione, il Prefetto, la Provincia, il Comune le associazioni datoriali – aggiungono i sindacati provinciali – a fermare le aziende che non appartengono strettamente a quei settori all’allegato 1 dell’ultimo decreto, rispondendo così alla necessità di contenimento del contagio». Se non ci saranno stop alle produzioni, Fiom Fim e Uilm dichiarano lo sciopero fino al 29 marzo, come indetto dalle segreterie nazionali. Nell’Astigiano hanno già chiuso una trentina di aziende medio grandi, con oltre 2.500 addetti, mente le imprese artigiane che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione, con causale covid-19, sono 250, per circa 1.100 dipendenti.

Ansa

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