Noa a Dogliani: musica e parole per la pace

L’artista israeliana emoziona il Festival della Tv tra anteprime e riflessioni

Noa a Dogliani: musica e parole per la pace

di Pierangelo Vacchetto

DOGLIANI – Una serata intensa, elegante e profondamente umana ha avuto come protagonista Noa, capace di alternare musica, riflessioni personali e parole forti sulla situazione israelo-palestinese. Tra racconti, dialoghi con il pubblico e tre brani presentati in anteprima dal nuovo album in uscita, la cantante israeliana ha regalato uno degli incontri più sentiti di questa edizione del Festival della Tv.

Noa ha aperto l’incontro parlando del suo legame con l’Italia: “Ho avuto tante opportunità di fare le cose più belle della mia vita qui in Italia. Non solo la musica, ma anche l’amicizia. È sempre stato un terreno fertile per parlare delle mie idee, dei miei valori, della mia missione”.

Un rapporto speciale, costruito in anni di concerti e incontri, che si è trasformato in una confessione pubblica, sincera e senza filtri.

Al centro del dialogo la drammatica situazione in Medio Oriente, raccontata dal punto di vista di chi vive a Tel Aviv e partecipa attivamente alle manifestazioni contro il governo israeliano e contro la guerra.

“Io sono molto coinvolta nelle manifestazioni contro la guerra, contro l’occupazione. Sono trent’anni che lotto e dopo ottobre la situazione è diventata ancora più pazza, peggiore, sempre peggiore. Ma noi continuiamo a lottare per cambiare la nostra realtà”.

Con grande chiarezza Noa ha affrontato anche uno degli slogan più discussi del conflitto, “From the river to the sea”: “È uno slogan molto polarizzante. L’idea che tra il Giordano e il Mediterraneo ci sia posto solo per una nazione spinge alla violenza e all’isolamento. La mia filosofia è che in quella terra ci sia spazio per entrambe le nazioni, due nazioni libere, per il benessere di tutti gli esseri umani. Gerusalemme appartiene a tutta l’umanità. Deve essere una città di pace e santità per tutte le religioni e per tutti i popoli del mondo”.

La cantante ha raccontato anche la frustrazione di vedere poco rappresentata, nei media internazionali, la voce degli israeliani contrari al conflitto.

“La media internazionale non mostra la nostra lotta per la libertà, per la democrazia, per la pace. Mostra la violenza, ma non racconta abbastanza, non dice che tantissimi israeliani sono contro questo governo”.

Poi una frase accolta da un lungo applauso del pubblico: “Adesso noi siamo in un inferno, in un incubo, ma io sono ottimista e credo che il cambiamento arriverà”.

Non sono mancati i riferimenti alle difficoltà personali vissute per le sue prese di posizione.

“C’è molta gente che pensa le stesse cose, ma ha paura di parlare con chiarezza. Secondo me invece il ruolo dell’artista non è solo avere followers, ma essere leader”.

Molto toccante anche il passaggio dedicato alla collega palestinese Mira Awad, con cui Noa collabora da oltre venticinque anni. Ricordando l’esibizione di Imagine al Festival di Sanremo, la cantante ha parlato della necessità del dialogo e del rispetto reciproco, dove “la pace è un posto di compromesso, di dialogo, di compassione, senza violenza”.

Nel corso della serata Noa ha presentato anche alcuni brani del nuovo album, registrato in Israele dopo cinque anni senza incidere un disco. Canzoni intime, accompagnate dal pianoforte, dove tornano temi a lei cari come l’acqua, la spiritualità e il legame con la terra.

“Nelle mie canzoni c’è sempre l’acqua, perché è simbolo di vita”.

Infine uno sguardo ai progetti per il futuro e al festival Re-Imagine Peace che si terrà a Firenze l’11 e il 12 luglio prossimi, dedicato all’incontro tra culture e religioni diverse.

Parlando del ruolo della fede e delle istituzioni religiose, Noa ha ricordato anche Papa Francesco, affermando che “il nome di Dio è solo amore, non guerra, non sangue. Usare il nome di Dio per la violenza è un sacrilegio”.

Parole forti, pronunciate con dolcezza e fermezza, che hanno trasformato la serata di Dogliani in qualcosa di più di un semplice incontro musicale. Un dialogo aperto sul presente, sulla pace e sulla possibilità, nonostante tutto, di continuare a credere nel dialogo tra i popoli.

E per chiudere la serata è stato davvero emozionante vedere tutti i telefonini accesi e le voci dei presenti accompagnare l’artista, in inglese e in ebraico, sulle note di Beautiful That Way (La vita è bella).

Noa a Dogliani: musica e parole per la pace

Galleria fotografica ©Pierangelo Vacchetto

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