Il braidese Dino da New York: «Anche qui è tutto bloccato»

Quando in Italia si registravano i primi casi, in America non c’era tanta attenzione

Il braidese Dino da New York: «Anche qui è tutto bloccato»

TESTIMONIANZA  Una famiglia sparsa in tre continenti, tutti con un denominatore comune: avere come ospite il Covid-19, ovvero il nemico invisibile che sta seminando quotidianamente panico e morte. La famiglia in questione è quella di Davide e Marina Borri, braidesi, con due figlie – Valentina e Carlotta – qui in città, mentre il figlio Dino è a New York e la nuora Celine, con la piccola Edem, attualmente si trova a Dakar (capitale del Senegal), dove la donna lavora per conto delle Nazioni unite.

Raccontano i coniugi Borri: «Tutti i giorni ci sentiamo con nostro figlio Dino, che non manca mai di farci le raccomandazioni di stare a casa, raccomandazioni che noi ribaltiamo subito anche a lui. In questo momento, New York è l’epicentro della diffusione del virus e quindi il mantenere con lui uno stretto contatto ci dà una certa sicurezza».

Aggiunge papà Davide: «Oltre a noi genitori, telefona anche frequentemente alle sorelle Valentina e Carlotta, rassicurandole sulle sue condizioni di salute».

Commenta da oltre oceano il giovane Dino: «Gli States hanno raggiunto il primo posto nella classifica mondiale, per il numero di persone risultate positive al virus. Io vivo e lavoro qui da dieci anni e mi sento a casa. Oggi poi, che la tecnologia accorcia le distanze, anche le notizie arrivano in tempo reale. Essere qui oppure a Bra significa assoggettarsi alla stessa restrizione: stare in casa». Poi aggiunge: «Quando si registravano i primi casi in Italia, in America non c’era molta attenzione al fenomeno. Dalla prima quindicina di marzo, però, anche qui, ci siamo trovati di fronte alla stessa realtà, con un boom di contagi da Covid-19. Attualmente si vive la medesima situazione, tanto in Italia quanto a New York, per un nemico che non si conosce e che fa molta paura. New York è una metropoli con oltre 8 milioni di abitanti, mentre lo Stato di New York ne conta oltre 19. La gente adesso resta a casa, gli uffici sono chiusi, e così pure i negozi e i ristoranti».

Poi conclude: «Il pensiero va sempre a mia moglie Celine e alla piccola Edem, che sono a Dakar. Anche in quella città si stanno diffondendo i primi casi di contagio da Covid-19. Occorre davvero essere attenti e seguire le linee che l’Oms indica per evitare questo terribile contagio. Mi sento anche quotidianamente con amici braidesi che vivono qui negli Usa tra New York e Los Angeles. E, naturalmente, seguo e sento tutti gli amici che sono a Bra, perché sono e rimarrò sempre un braidese and proud to be (orgoglioso di esserlo, ndr)».

Valter Manzone

Banner Gazzetta d'Alba