Frazione Trinità di Govone ha cambiato volto grazie all’impegno di tutti gli abitanti

Frazione Trinità di Govone ha cambiato volto grazie all’impegno di tutti gli abitanti 1

GOVONE Se si è imparato qualcosa dal lockdown, è certamente il valore dei rapporti umani e del legame con i luoghi che si abitano. A frazione Trinità, dopo l’arrivo di alcune giovani coppie, è scattata una scintilla di vita comunitaria che ha influito positivamente anche sulla condizione degli spazi pubblici. Tutto è cominciato nei mesi del lockdown, quando si è manifestata la necessità di trovare un’attività per impegnare i bambini. Alla biforcazione tra via Trinità e la strada di Piano Vaneschia è stato dipinto il guard-rail con i colori dell’arcobaleno.

Sulla scia del buon risultato ottenuto, si è deciso di pulire l’area infestata da rovi e rampicanti. Mauro, muratore di professione, ha prestato i mezzi per eliminare rovi e sterpaglie e muovere la terra dissestata, mentre genitori e bambini delle venti famiglie che abitano la frazione si sono rimboccati le maniche. «Dopo aver tagliato l’erba e rimosso gli infestanti, si è rivelata una vista splendida, che prima non avevamo notato», spiega Flavia. Poi è cominciato il dibattito per decidere il destino di quell’angolo riscoperto. Carlo, consigliere comunale da poco in pensione, ha fabbricato due panchine in ferro, dipinte da Serena e dai bambini della borgata, ed è stata posta una staccionata sul muricciolo di contenimento. Ogni abitante della borgata ha portato un bulbo, una talea o una piantina da collocare nel piccolo giardino comune e le pietre rinvenute durante la pulizia sono state colorate dai bambini e adoperate come confine dell’aiuola.

Durante la festa della borgata il sito è stato inaugurato dal sindaco e dal parroco. Il primo cittadino Elio Sorba non nasconde il suo entusiasmo: «È un segno che la nostra gente vuole bene al proprio paese».
Nella borgata, dietro le panchine è stato installato un cartello con le modalità di utilizzo in sicurezza dello spazio, firmato Trinitarte. Si fanno chiamare così e sembrano serbare molte nuove sorprese per il futuro della borgata.

Federico Tubiello

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