Poste: la Cgil protesta contro i tagli di orario negli uffici dell’Astigiano

Sindaci soddisfatti del confronto a Roma con le Poste
L'amministratore delegato delle Poste Matteo Del Fante.

ASTI «Auspichiamo da parte dei sindaci interventi finalizzati a far invertire le iniziative messe in atto da Poste italiane nell’Astigiano. Se lo riterranno utile, la Slc-Cgil è disponibile a incontrare i primi cittadini con la presenza del sindacato unitario confederale». A lanciare l’appello sono Giorgia Perrone (segretario Slc-Cgil Asti) e Patrizia Bortolin (Rsu Slc-Cgil Asti Poste). Intervenendo sul problema della carenza strutturale del personale di Poste italiane, le sindacaliste ricordano che da mesi denunciano le forti criticità presenti negli uffici postali e nei centri di recapito.

Secondo quanto riferiscono i sindacati, il numero degli addetti, che ha subito un calo del 31 per cento negli ultimi sette anni, è insufficiente in tutti gli ambiti aziendali. «Il combinato disposto tra la difficile situazione sanitaria del Paese e le scelte di Poste italiane per riorganizzarsi sul territorio senza un’adeguata copertura degli organici sta provocando un forte ridimensionamento del servizio postale», incalzano Perrone e Bortolin. Per entrambe le sindacaliste, «si tratta di una situazione inaccettabile, che vede in grande difficoltà i lavoratori, chiamati a smaltire ogni giorno lunghe file, anche dopo l’orario di lavoro».

Al riguardo, la Slc-Cgil di Asti rivendica il diritto a migliori condizioni di lavoro e a un servizio pubblico essenziale e universale. Nell’Astigiano sono 22 gli uffici postali che hanno subito riduzioni degli orari di apertura: Asti 5, Asti 6, Boglietto di Costigliole, Calosso, Camerano Casasco, Cantarana, Castagnole Monferrato, Cassinasco, Castel Boglione, Ferrere, Grana, Montaldo Scarampi, Montemagno, Montiglio Monferrato, Piovà Massaia, Quarto d’Asti, San Paolo Solbrito,Vesime, Tonco, Serravalle d’Asti, Callianetto e Canelli. Perrone e Bortolin concludono: «Poste italiane deve convincersi a ripristinare e rendere operativi gli uffici con un adeguato contingente di personale, per fornire un servizio di qualità ai propri clienti. Dall’emergenza sanitaria e dalla crisi si deve uscire rafforzando i diritti di cittadinanza e l’accesso ai servizi pubblici essenziali».

Manuela Zoccola

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