Scuole: il Piemonte valuta la situazione. I numeri di Alba sono al limite

La Befana ci porterà le scuole tutte nuove 3

TORINO «Ho commissionato ieri notte uno studio che mi sarà presentato fra poco dal nostro dipartimento dell’Unità di crisi e che, Comune per Comune, verifica l’eventuale esistenza di uno dei tre presupposti indicati dal Cts. Se ce ne sarà uno dei tre in automatico le scuole chiuderanno sulla base di quello che ha deciso ieri il Governo». A dirlo il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.

«Per la prima volta il Cts ha detto al di sopra di quale valore le scuole diventano pericolose», osserva Cirio. «Oggi è la giornata in cui si fanno le valutazioni tecniche per ogni comune per verificare se sussiste uno dei tre casi». Cirio approva la nuova modalità indicata dal Governo «perché è su basi scientifiche – dice – e perché è innanzitutto preventiva. Mi piace poi – aggiunge – nel coinvolgimento delle Regioni. Non siamo solo più un organismo che viene sentito, ma la Conferenza delle Regioni è un organismo che viene anche ascoltato, cioè che può fare le proprie istanze e segnalazioni. Si lavora insieme – conclude – si deve lavorare insieme perché abbiamo imparato in questo anno che questo non è né il momento delle polemiche né dei distinguo, ma di lavorare uniti e andare avanti».

Tra i criteri previsti dal nuovo decreto del presidente del Consiglio c’è l’incidenza cumulativa settimanale dei contagi sia superiore a 250 casi ogni 100mila abitanti che, per Alba che ha poco più di 30 mila abitanti, significa 75 nuovi casi rispetto a sette giorni prima.  La piattaforma regionale https://www.regione.piemonte.it/web/covid-19-mappa-piemonte riporta, per il 2 marzo, 144 persone attualmente positive; l’aggiornamento del Comune di venerdì 26 febbraio ne conteggiava 84: si tratta di 60 nuovi casi in 5 giorni. Il limite è davvero vicino.

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