Nocciole Piemonte: ricerca e strategia contro il clima

Presentati i risultati del progetto Agrion dopo un anno di studi

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L'assessore regionale Paolo Bongioanni

AGRICOLTURA – Si chiude il primo anno di ricerca sulla nocciola piemontese, con l’obiettivo di affrontare le sfide climatiche e rilanciare un comparto in difficoltà. La Fondazione Agrion ha presentato i risultati del progetto “Tonda gentile produttività” e le linee guida per il 2026, sostenuto da 750mila euro stanziati dalla Regione Piemonte.

Il progetto, sviluppato con il contributo del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Torino, punta a fornire strumenti concreti per contrastare le criticità climatiche e fitosanitarie che colpiscono la corilicoltura.

Otto gli ambiti di intervento individuati: dalla progettazione moderna dei corileti al rinnovo degli impianti; dalla produttività della pianta in relazione ai cambiamenti climatici alle patologie; fino allo studio di vecchi e nuovi fitofagi, delle cimici e delle strategie di lotta biologica. Completano il quadro il miglioramento genetico della “Tonda gentile” e la sostenibilità ambientale ed economica. Per ciascuna area sono stati raccolti dati e definite buone pratiche operative.

«Grazie alle migliori competenze scientifiche, stiamo portando avanti un piano strategico che punta al miglioramento genetico e alla creazione di un “kit di strumenti” essenziali per supportare l’intero comparto corilicolo – ha dichiarato Paolo Bongioanni, assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte –. Credo che con l’interlocuzione con altre grandi regioni produttrici possiamo raccogliere più dati e allo stesso tempo avere un maggior peso politico nel cercare di intercettare le risorse messe a disposizione dal governo».

Un lavoro che guarda non solo alla ricerca, ma anche alla sua applicazione concreta. «In questo primo anno, abbiamo messo le nostre conoscenze scientifiche al servizio dell’intero comparto corilicolo – ha sottolineato Giacomo Ballari, presidente della Fondazione Agrion –. Tuttavia, il vero cambiamento arriva con la divulgazione: tradurre i risultati dei test in linee guida operative e momenti dimostrativi è ciò che fa realmente la differenza. Oggi la nostra missione è anche far sì che ogni progresso scientifico si trasformi in operatività».

Il contesto resta però critico. Secondo i dati Istat, a fronte di un aumento delle superfici coltivate, la produzione si è più che dimezzata tra il 2020 e il 2024, passando da 18 a 6 quintali per ettaro. Una flessione che evidenzia la necessità di interventi strutturali e innovativi.

«Abbiamo bisogno che questo comparto continui a crescere e portare il Piemonte verso quell’eccellenza che merita in tanti comparti produttivi», conclude Bongioanni.

Redazione

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