Una festa per i 25 anni della cooperativa sociale Emmaus

ALBA La comunità è un simbolo potente che intreccia i destini in un unico percorso: in un periodo di incertezza, però, si rischiano frammentazione e disorientamento. Come ritrovare significati solidi e prendersi cura dell’altro saranno argomento del convegno dal titolo “Riflessioni in cammino. Progetto Emmaus: 25 anni di incontri con la comunità”, organizzato dall’omonima cooperativa, con il contributo della fondazione Crt. L’incontro si terrà, ad Alba, giovedì 23 settembre, dalle 9 alle 13, presso il Palazzo mostre e congressi di piazza Medford: ospite principale sarà Franca Olivetti Manoukian, psicosociologa dello studio Aps di Milano.

Il presidente Alberto Bianco.2

«Rifletterò sui passaggi evolutivi che si presentano per un ente giunto al quarto di secolo di storia. Un traguardo raggiunto in un momento di grandi trasformazioni, disagi stratificati – evidenziati dalla pandemia – contraddizioni negli interventi sociali, contrasti e competizioni tra ambito sanitario e sociale, dimensione pubblica e privata, interessi individuali e progettualità comunitarie», precisa la studiosa. E prosegue: «Continuare il cammino richiede di ricollocarsi in un contesto incerto, intriso di potenzialità e, insieme, di ripiegamenti e chiusure. Implica, al tempo stesso, ri-conoscere quanto vissuto cioè riconsiderare le esperienze cercando di apprendere qualcosa dagli aspetti che non si erano analizzati. In questo modo le ragioni alla base delle scelte si fanno più visibili e si possono proporre i valori con cui guardare al domani».

Il convegno concederà spazio anche al percorso realizzativo dell’Emmaus book: un volume scritto da un centinaio di autori che ripercorrono i 25 anni della cooperativa. È prevista, infine, una tavola rotonda (alla quale interverrà anche Manoukian) con le realtà territoriali, operative nelle diverse comunità: vi presenzieranno la cooperativa Alice, le associazioni Lunetica e Sportabili e il circolo Arci Cinema vekkio. Spiega Alberto Bianco, presidente di progetto Emmaus: «La nostra storia è composta da emozioni, dolore, sofferenza e gioie, riscatto, lavoro, cadute e ripartenze, risate e pianti, progetti sognati e talvolta realizzati. Il tutto parte sempre dalle persone, dai loro volti e dalle loro parole e a loro torna sempre».
Bianco aggiunge ancora: «Il convegno crea opportunità di racconto e integrazione, pone i presupposti per immaginare il futuro. L’Emmaus book custodisce la memoria della grande ricchezza che si è creata intorno a noi, con le narrazioni di chi ha attraversato il nostro mondo per un giorno, una settimana o un periodo più lungo».

Per ottenere informazioni è possibile scrivere una e-mail a formazione@progettoemmaus.it oppure chiamare il numero 333-36.50.193.

Sara Elide