Due proposte per la salvaguardia e la riqualificazione dello sferisterio Mermet

Due proposte per la salvaguardia e la riqualificazione dello sferisterio Mermet
Un'immagine della finale-scudetto disputata al Mermet nell'ottobre scorso.

PALLAPUGNO Dopo diversi rinvii dovuti al lockdown e alle restrizioni imposte dalle misure sanitarie tuttora vigenti, nei giorni scorsi si è riunita la commissione giudicante dei lavori del concorso di idee bandito dalla fondazione Sferisterio Mermet. Il bando di gara riguardava la proposta di interventi di  salvaguardia e riqualificazione dello storico impianto, tali da restituirgli il ruolo primario che ha avuto nel mondo della pallapugno, di centro di aggregazione sociale cittadino e di patrimonio storico di peculiare interesse culturale e turistico per Alba e per l’intero territorio. In particolare, a questo fine, attraverso la creazione di un museo della pallapugno e degli sport sferistici similari di antica tradizione ancora praticati in Europa e nel resto del mondo. I lavori presentati sono stati sei. Due di essi, quelli svolti dagli studi professionali degli ingegneri Andrea Corino e Danilo Picca (di Alba) e di Stefano William Costa (di Cuneo) si sono distinti per la maggior completezza degli elaborati presentati e per gli spunti progettuali proposti sui temi base del concorso. A loro è stato assegnato un primo premio ex aequo. A tutti gli altri concorrenti è stata assegnata una quota inferiore a titolo di partecipazione.

Approfondimenti sul numero di Gazzetta d’Alba in edicola martedì 21.

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