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Confartigianato: «Costi insostenibili per il carburante, chiediamo un intervento immediato del Governo»

Nella notte tra domenica e lunedì tentativo di furto al distributore di Magliano Alfieri

CUNEO Venti di guerra all’orizzonte e costi del carburante alle stelle. Uno scenario preoccupante che sta mettendo in ginocchio il comparto dell’autotrasporto, costretto a fare i conti con una serie di aumenti ormai insostenibili.

«Per fare un pieno oggi dobbiamo bilanciare circa 250 euro in più rispetto a poche settimane fa, un salasso pesantissimo che va a sommarsi a un oneroso susseguirsi di rincari, dall’aumento dell’additivo Adblue, al costo degli pneumatici fino alle pesanti ricadute dovute al caro energia e ai costi dei pedaggi autostradali», spiega Claudio Berardo rappresentante degli autotrasportatori di Confartigianato imprese Cuneo.

A livello nazionale, Confartigianato, insieme alle altre associazioni di categoria dell’autotrasporto, ha da alcuni giorni avviato un confronto con la viceministra delle infrastrutture e della mobilità sostenibile Teresa Bellanova.

«Speriamo che si passi presto dalle parole ai fatti anche perché noi rappresentiamo un tassello strategico della filiera produttiva», aggiunge Berardo. «Una grave crisi dell’autotrasporto finirebbe per ricadere inevitabilmente e dolorosamente non soltanto sulle nostre imprese, ma anche sul consumatore».

Sul tavolo del Ministero ci sono le richieste di un sostegno economico adeguato ad affrontare l’eccezionale aumento dei costi e di un intervento concreto ed efficiente sulle norme per garantire una maggiore regolarità del mercato dell’autotrasporto.

«Siamo in attesa di una risposta concreta da parte del Governo e al momento riteniamo che sia il dialogo il presupposto migliore per il superamento della grave problematica», dichiara Luca Crosetto presidente di Confartigianato imprese Cuneo. «Pur ribadendo che non ci riconosciamo minimamente nelle azioni di violenza verificatesi in questi giorni, non escludiamo comunque, se non si ottenessero risposte chiare, il ricorso al fermo nazionale dei servizi, ma sempre nel rispetto delle regole e dei codici di autoregolamentazione».

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