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Una storia italiana, la tangenziale albese è terra di tutti e di nessuno

Una storia italiana, la tangenziale albese è terra di tutti e di nessuno

ALBA “Lo strano caso del ponte strallato di Alba”: con questo titolo, un anno fa, Gazzetta d’Alba accendeva i riflettori sugli evidenti problemi di manutenzione del ponte Caduti di Nassiriya, tra tubazioni scoperte e ruggine. Pare sia ancora così, ma il discorso potrebbe essere esteso a tutta la tangenziale albese, che fa acqua da più punti di vista, nel vero senso della parola. Sono bastati alcuni giorni di pioggia, come non accadeva da mesi, per rendere evidente il pesante ammaloramento dell’asfalto, tra crepe, buche molto estese e un dissesto generale che rende la circolazione pericolosa, ancora di più in condizioni di maltempo.

Il tratto in cui la situazione appare più grave è quello che precede il ponte, per chi proviene da Alba. Ma anche lo stesso attraversamento del Tanaro, così come la rampa che scende verso la statale 231, non sono in una situazione ottimale.

Tra giovedì e venerdì scorso, sono state segnalate una decina di auto in panne, in seguito ai danni agli automezzi causati proprio dalle condizioni dell’asfalto. Sono intervenute anche le Forze dell’ordine, viste le conseguenze che si sono registrate sulla circolazione. Inoltre, erano presenti sotto la pioggia pure gruppi di operai, per cercare di rattoppare gli ammaloramenti più estesi. Sul sito gazzetta
dalba.it, dove abbiamo pubblicato video e aggiornamenti in merito, sono pervenute molte segnalazioni.

«Le buche non sono comparse con la pioggia. Questo tratto di strada è disastrato da tempo: si aspetta che succeda qualcosa di veramente grave per rimetterlo in sesto?», ha detto un automobilista. «Una vera e propria vergogna, oltre che un grave pericolo. Mi auguro che rifacciano una volta per tutte il manto stradale, anziché tappare le buche con catrame e badile», ha aggiunto un altro.

C’è anche chi parla di danni: «Sulla tangenziale ho già lasciato due ammortizzatori e un cerchione di recente, senza contare le volte precedenti. Sono anni che la situazione è questa: si mettono toppe alle voragini, che poi si riformano in pochissimo tempo, non appena piove», ha spiegato un altro guidatore.

Se il problema è evidente, perché non si procede a una reale manutenzione della tangenziale e al rifacimento del manto stradale? Se è questa la domanda fondamentale, la risposta non è così semplice, l’emblema di uno “strano caso” all’italiana.

In primo luogo, bisogna fare un passo indietro e andare alla questione delle competenze. La tangenziale albese, infatti, non appartiene a un solo ente. Come ci ha spiegato l’assessore albese ai lavori pubblici Massimo Reggio, essa è come «un grande condominio, in cui bisogna mettere in chiaro le responsabilità di ognuno». La porzione più ampia è di competenza provinciale, da Roddi al ponte strallato. Sotto il manufatto, in effetti, si legge ancora la dicitura “Provincia di Cuneo”. Le rampe, compresa quella che scende verso la statale 231, sono invece sotto l’egida dell’Anas. Fanno eccezione le due rampe per entrare e uscire da Alba – all’altezza del carcere –, di cui è responsabile il Comune. La questione è importante perché ai vari enti spetta la manutenzione delle porzioni a loro affidate, da quella ordinaria agli interventi più onerosi, come potrebbe essere la riasfaltatura.

Francesca Pinaffo

Robaldo: «Due milioni di asfalto per la Provincia sono impossibili»

La situazione della tangenziale albese è singolare: l’intero tracciato verrà ceduto alla società Asti-Cuneo Spa, dopo l’adeguamento a quattro corsie. È proprio questo l’ultimo passaggio per completare l’infinita vicenda dell’A33: la valutazione d’im- patto ambientale, però, al momento, è ferma a livello ministeriale. Significa che la tangenziale e il ponte sono piombati in un limbo.

Perché la Provincia di Cuneo dovrebbe spendere quasi due milioni di euro per riasfaltare la tangenziale, se questa passerà al concessionario, che la adeguerà? Lo dice il presidente della Provincia Luca Robaldo: «Si tratta di una questione complessa. La situazione potrebbe essere risolta soltanto con il rifacimento del manto, visto il reiterarsi dei problemi. Ma, per il nostro ente, non è una soluzione percorribile per una strada che passerà al concessionario dell’A33. Come Provincia, non possiamo spendere due milioni per migliorare un tracciato che a breve cederemo». I problemi, però, non riguardano il futuro, ma il presente delle vetture che circolano su una strada pericolosa.

Il consigliere provinciale Massimo Antoniotti, che ha la delega alla viabilità precisa: «Siamo in grande difficoltà, perché comprendiamo il disagio, ma non abbiamo la possibilità economica di investire una cifra così importante su una riasfaltatura completa, alla luce di un passaggio di competenze che dovrebbe avvenire nel corso di quest’anno. Questo non toglie che stiamo cercando di fare il possibile per migliorare la situazione: non appena è cessata la pioggia, sono state chiuse le buche più estese, oltre a procedere con un monitoraggio della situazione. Purtroppo, quando piove, non si può intervenire e bisogna attendere il miglioramento delle condizioni meteorologiche. E la tangenziale di Alba non è l’unica interessata da questo problema nella nostra provincia».

Per esempio, diversi lettori ci hanno segnalato buche profonde anche sulla statale 231, all’altezza della ditta Stroppiana, così come sulla provinciale 7. Aggiunge Massimo Antoniotti: «Vista la gravità della situazione, abbiamo intenzione di chiedere alla società Asti-Cuneo di anticipare il passaggio, perché possa procedere alla riasfaltatura».

f.p.

Alba chiede l’intervento di Cune

Il tema delle competenze è da tempo oggetto di discussione. Basti pensare che, nella versione originaria del piano economico messo a punto dal Ministero dei trasporti e dal concessionario dell’A33, non si prevedeva il passaggio di competenze. Spiega l’assessore Massimo Reggio: «Come Comune ci siamo subito opposti. Sarebbe stato inaccettabile cedere un’opera a un altro ente, per poi continuare a farci carico della manutenzione. Alla fine, abbiamo ottenuto quanto richiesto». Ora però si attende la Valutazione di impatto ambientale: «Una volta ottenuto il via libera al progetto di adeguamento della tangenziale, potrà tenersi la conferenza dei servizi, nella quale si affronterà questo tema. Per quanto ci riguarda non abbiamo incertezze: il Codice della strada, dopo una modifica di alcuni anni fa, prevede che gli enti locali non possano essere competenti dei tracciati stradali. Per legge, pertanto, anche le nostre due rampe dovranno passare ad altri. Per ciò che attiene allo stato attuale della tangenziale, Reggio conclude: «Chiederemo alla Provincia di Cuneo, come abbiamo già fatto altre volte, di procedere al risanamento dei tratti ammalorati. L’ente cuneese è intervenuto sulla corsia verso Roddi e sulla discesa verso Grinzane: la porzione che precede il ponte è in condizioni non accettabili».

f.p.

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