CORTEMILIA Ieri, venerdì 28, Marina Altuna Gallo, accompagnata dal marito, originaria di Chivilcoy (provincia di Buenos Aires), ha realizzato il sogno di tornare dall’Argentina a Cortemilia, paese d’origine del bisnonno Giuseppe Gallo. Oltre cento anni fa, Giuseppe lasciò il Piemonte insieme ai genitori, ai fratelli e alle sorelle per stabilirsi nella Pampa, un territorio pianeggiante e privo di rilievi, molto diverso dalle colline dell’alta Langa. La ricerca genealogica, affidata a Italea Piemonte-Radici piemontesi, è stata condotta dal genealogista Marco Bernardi con il supporto di alcune archiviste volontarie della parrocchia di San Michele di Cortemilia. Dopo diversi mesi di lavoro, è stato possibile risalire alle tracce della famiglia Gallo fino alla metà del Settecento e identificare alcuni parenti di quarto grado della signora Marina, residenti ancora oggi nella zona.
Durante la giornata, Marina, visibilmente emozionata, ha incontrato un lontano parente, ha visitato l’area dove sorgeva l’antica casa di famiglia (oggi in stato di abbandono e non più raggiungibile) e si è recata nella chiesa dove furono battezzati i suoi avi. L’itinerario si è concluso con un incontro con il neosindaco di Cortemilia, Marco Zunino, che ha donato a Marina un libro sulla storia di Cortemilia. Lei ha ricambiato consegnando il gagliardetto della città di Chivilcoy, dove il bisnonno si stabilì e dove i discendenti sono rimasti fino a oggi, continuando a lavorare nel mondo dell’agricoltura.

«Accogliere Marina a Cortemilia è stata un’emozione. Storie come la sua ci ricordano l’importanza di custodire le radici. Il gagliardetto di Chivilcoy che ci ha donato sarà un simbolo prezioso del legame che unisce le nostre comunità attraverso l’Oceano», ha dichiarato il sindaco Marco Zunino. «Guardando per la prima volta questi terrazzamenti e le colline che si rincorrono all’infinito ho capito finalmente il velo di malinconia che mia mamma vedeva negli occhi del bisnonno. Passare da un luogo dove lo sguardo si posa su un panorama fatto di curve a una terra piatta, immensa, senza un rilievo che interrompa la linea dritta dell’orizzonte è come perdere una parte di sé. Con questa visita, penso di averlo un po’ consolato», ha dichiarato Marina Altuna Gallo.
