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Agricoltori in piazza a Torino: al Lingotto 6mila contro concorrenza sleale

Coldiretti lancia la mobilitazione: più controlli e reciprocità sui prodotti extra Ue

Agricoltori in piazza a Torino: al Lingotto 6mila contro concorrenza sleale

AGRICOLTURA – Dalla carne agli ormoni al riso coltivato con pesticidi vietati, passando per i controlli alle frontiere: è il cuore della protesta che ha portato al Lingotto Fiere circa 6.000 agricoltori provenienti da Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Una grande assemblea promossa da Coldiretti, primo passo di una mobilitazione nazionale contro quella che viene definita concorrenza sleale dei prodotti agroalimentari extra Ue e la carenza di verifiche sui requisiti di sicurezza e sostenibilità.

In sala, due tavole allestite in modo simbolico: una con i cibi ritenuti “pericolosi”, l’altra con le eccellenze del Made in Italy. A guidare l’iniziativa il segretario generale Vincenzo Gesmundo e il presidente Ettore Prandini, insieme alla presidente di Coldiretti Piemonte Cristina Brizzolari, al presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri, alla presidente di Coldiretti Valle d’Aosta Alessia Gontier e al delegato confederale Bruno Rivarossa, oltre ai presidenti e ai direttori delle federazioni piemontesi.

«Faremo incontri in tutte le regioni italiane per ribadire la nostra visione strategica. Non si può continuare a usare il codice doganale, vogliamo un’origine chiara trasparente che permetta ai cittadini di avere informazioni trasparenti. Continua anche la nostra battaglia sugli accordi di libero scambio: pretendiamo che gli stessi standard europei di sicurezza e sostenibilità valgano per tutti i prodotti, indipendentemente dal Paese di origine», ha spiegato Prandini.

Durante l’assemblea sono stati richiamati anche i numeri delle importazioni: Brizzolari e Rivarossa hanno ricordato che «il valore delle importazioni da Paesi extra Ue ha raggiunto in Piemonte i 2,8 miliardi nel 2024» e che «nei primi nove mesi del 2025 si è registrato un incremento del 30% delle importazioni di prodotti alimentari dai Paesi extra Ue».

La giornata torinese si inserisce in un percorso avviato già nelle scorse settimane. «La mobilitazione degli agricoltori riparte dal Piemonte, dal 15 dicembre scorso quando sotto il grattacielo della Regione si è svolta una prima grande iniziativa. Non siamo qui per fare passerelle, ma per costruire un filo diretto con i nostri soci: raccontare cosa facciamo e, soprattutto, quali risultati portiamo a casa. L’ultima mobilitazione ha prodotto un risultato concreto: circa 60 milioni di euro ottenuti dalla Regione Piemonte», ha sottolineato Brizzolari.

Obiettivi chiari anche per il futuro: «La mobilitazione di oggi serve a fare il punto sull’agricoltura e a rilanciare obiettivi precisi: più reddito per gli agricoltori, attenzione alle nuove generazioni e un passaggio generazionale solido». Sul fronte regionale sono già stati stanziati 3 milioni di euro aggiuntivi, mentre restano centrali il sostegno agli investimenti e all’ammodernamento delle aziende, le cosiddette aziende 5.0, e la tutela delle produzioni piemontesi, dai pascoli alla carne, fino al racconto del territorio come leva per rafforzare Made in Italy ed export.

Alla luce dei dati sulle importazioni, la richiesta è una: applicare il principio di reciprocità, con gli stessi standard europei per tutti i prodotti agroalimentari. «Per farlo serve aumentare i controlli e assegnare all’Italia, a Roma, la sede dell’Authority doganale europea», ha ribadito Brizzolari. La giornata si chiude con focus dedicati alle principali filiere – vino, zootecnia, riso e cereali – in una mobilitazione che, come evidenziato dalla presidente regionale, «è partecipata, con oltre 6.000 agricoltori presenti, arrivati in gran numero perché “ci credono”».

Redazione

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