ABITARE IL PIEMONTESE – Il sostantivo truch, deverbale di truché, è una di quelle parole che contengono un mondo di significati. Nasce dall’azione del modificare, del “truccare”, ma con il tempo il significato si amplia: da un lato l’artificio che altera o maschera la realtà, dall’altro la spinta concreta, l’urto, il colpo. Dentro la parola convivono l’inganno e il gesto fisico che cambia lo stato delle cose. In piemontese truch significa “trucco, affare, imbroglio”, ma anche “scambio, colpo, scontro”. Truch për truch è il baratto alla pari e, quando l’accordo è vantaggioso, si dice fé ‘n bon truch. Può indicare una valutazione a truch e branca, cioè a spanne, a stim oppure farsi insidia: monté ‘n truch è tendere un tranello, preparare un inganno.
C’è poi il colpo. Nel gioco delle bocce bocé aȓ truch significa colpire una boccia per allontanarne un’altra o addirittura colpire nel mucchio per liberare il gioco; fé truch feȓm è il tiro preciso che sostituisce la boccia colpita con la propria: gesto netto, quasi chirurgico. Allo stesso gesto rapido rimanda il modo di dire beive aȓ truch: bere alla goccia, d’un colpo, tutto in una volta. Nel Rinascimento il trucco era anche un gioco simile al biliardo, dove prevalevano abilità e misura. Da qui il valore figurato di astuzia, espediente, inganno, arrivato fino a noi. Non è un caso che l’inglese trick (stratagemma, scherzo, trucco) suoni così vicino: nelle lingue europee ritorna l’idea di un’abilità capace di spostare la realtà, per gioco o per furbizia.
Sinonimo o abbreviazione di montruch, truch indica anche un poggio, una piccola altura. In occitano è un sasso sporgente dal suolo. Lo ritroviamo nell’onomastica e nella toponomastica: Trucco, Trucchi, Montrucco, Montrucchi, Montrucchio. Gli etimi seguono strade diverse: dal latino medievale trocare (scambiare), per il senso del baratto; dal gotico thruks e dal germanico druck (pressione fisica, psicologica o pressione nel senso di processo di stampa); dal latino volgare trudicare fino al provenzale trucar e al catalano trucar (colpire, bussare). Da colpo astuto ad artificio il passo è breve. Come nell’italiano trucco (artificio scenico, maquillage, trucchi del mestiere), anche in piemontese basta un piccolo spostamento, reale o simbolico, per cambiare lo stato delle cose.
