di Beppe Malò
A33 – «Il 20 aprile apriremo una strada che è già tutta fruibile da Cuneo ad Asti, ma che lo sarà in entrambe le corsie. Questo si unisce all’apertura del Tenda, che ha permesso alle montagne cuneesi di avere quest’inverno il +47% di turismo. Si unisce al Frejus, con la seconda canna autostradale, e al Monte Bianco con la possibilità del raddoppio. Finalmente queste opere pubbliche verranno viste come utili e non come qualcosa di dannoso».
Lo ha detto il presidente della Regione Alberto Cirio nei giorni scorsi al Tgr Piemonte, confermando quanto era stato anticipato a dicembre durante l’apertura al traffico dell’ultimo lotto dell’A33. A festeggiare il momento, nel corso dell’evento che si terrà in mattinata presso il quartier generale del cantiere, nella zona dell’uscita Alba-Ovest, arriverà da Roma il vicepresidente del Consiglio e ministro per le infrastrutture Matteo Salvini. Dalla segreteria del governatore Cirio confermano che gli inviti sono già stati spediti. Non ci sarà alcun taglio del nastro, dal momento che questa scelta avrebbe implicato la chiusura al traffico dell’autostrada.
Parafrasando Massimo d’Azeglio e il suo celebre motto a proposito dell’Italia e degli italiani: l’autostrada è fatta, ma adesso bisogna fare in modo che ripaghi, in termini di servizio, la grandissima pazienza che ha richiesto al territorio, avanzando con una velocità media di tre chilometri all’anno.
Lavori a buon punto
Tra pochissimi giorni, il passato sarà alle spalle. L’autostrada c’è e potrà essere utilizzata al cento per cento come tale. Abbiamo fatto un “sopralluogo” il 10 aprile scorso. Sul tratto a una sola corsia, per circa 4 chilometri, ci sono ancora mezzi d’opera in azione, ma si tratta di perfezionare la deposizione del tappeto d’usura e di livellare ogni asperità e collegamento tra le corsie.
Le piazzole sono sistemate, così come le colonnine di soccorso, l’illuminazione, la segnaletica e le postazioni di rilevamento della velocità dei mezzi in transito. Ci sono ancora macchine movimento terra in azione oltre le barriere di sicurezza. Questo perché dovranno essere completate le opere di drenaggio delle acque reflue e di mitigazione ambientale, secondo le indicazioni del Ministero.
Le incertezze
Sono pronti a scattare anche i varchi free flow oggi spenti. In carenza di dati ufficiali, si presume che il costo dell’intera tratta dovrebbe essere nell’ordine dei 10-12 euro. In questi ultimi mesi, si è visto molto traffico pesante utilizzare il collegamento autostradale. L’auspicio è che la statale 231 e la provinciale 7 possano giovare dell’apertura a doppio senso di circolazione, liberando spazio per il traffico locale.
Restano alcune incertezze. Il primo problema è quello rappresentato dalla tangenziale di Alba che, al momento, non ha identità certa e ospita un cantiere Anas che ha una durata prevista di 600 giorni. Nel frattempo, la procedura autorizzativa per l’adeguamento ad autostrada è sempre ferma a Roma. La seconda criticità è rappresentata dalla viabilità accessoria, che si spera di vedere realizzata in concreto e presente non solo sulla carta. In alto i calici, ma c’è ancora molto lavoro da fare.
