di Elisa Rossanino
TORINO – È in grado di intendere e di volere l’uomo classe 1982 residente nel Roero, in carcere a Torino dallo scorso aprile per aver abusato di due bambine di soli 5 e 7 anni. Lo ha chiarito la psichiatra Patrizia de Rosa, docente di psicologia criminologica forense all’Università di Torino, incaricata dal giudice per le indagini preliminari di effettuare la perizia psichiatrica sull’imputato.
Tuttavia, per un impedimento personale, la docente non ha potuto riportare in aula, nell’udienza dell’8 aprile, quanto refertato. Pertanto il Gip ha fissato la discussione della causa al 22 aprile quando sarà prevista anche la sentenza. Nella stessa occasione il 44enne ha ottenuto la scarcerazione e gli arresti domiciliari. Una richiesta mossa dall’avvocato della difesa Roberto Ponzio e accolta dal giudice Fabio Rabagliati del Tribunale di Torino e dal pubblico ministero Davide Lucignani nell’incredulità delle parti civili (le due bambine e la madre) rappresentate in aula dall’avvocata albese Silvia Calzolaro e Marco Calosso.
Entrambi si sono opposti ribadendo la gravità delle azioni commesse dall’uomo, nonché padrino delle due bimbe, figlie di una coppia di suoi amici. L’imputato era stato arrestato in flagranza di reato dopo le segnalazioni fatte ai Carabinieri dal padre delle piccole vittime allarmato da certi racconti dalle figlie.
Parole che avevano trovato riscontro nelle immagini riprese dalle telecamere installate dalla Dda (Direzione distrettuale antimafia) all’interno della casa dell’imputato proprio nel corso delle indagini.
