di Davide Barile
MUSSOTTO – Novità in vista al campo di tiro a volo di Alba, circolo sportivo e impianto che sorge subito dopo il ponte del Tanaro al Mussotto. La compagnia Artiglio del drago ha iniziato a collaborare per sistemare l’area e renderla adatta alla pratica del tiro con l’arco. L’inaugurazione sarà domenica 24 maggio con la prima edizione del torneo di arcieria in abito storico dedicato a Marita Marolo, la presidente del borgo del Fumo recentemente scomparsa.
Il progetto
A parlare del progetto è Gianluca Grosso dell’Artiglio del drago: «Da alcuni anni, a causa di alcune norme non era più possibile tirare al piattello, attività per la quale era nata la struttura. Il circolo, di proprietà comunale, ha continuato a funzionare e, per sfruttare lo spazio rimasto inutilizzato, grande circa 1.800 metri quadrati, abbiamo proposto a Leonora, l’attuale gestrice, di collaborare per riconvertirlo alla pratica del tiro con l’arco. Eravamo da tempo alla ricerca di uno spazio e ci è sembrata una buona possibilità. Ci saranno cinque paglioni per tirare in sicurezza e l’area sarà aperta a tutti». L’idea di dedicare il torneo a Marita «è stata presa dopo aver consultato i borghigiani e la famiglia. Nel 2016 ci chiese di aiutarli nell’ideazione della sfilata, ci diede carta bianca e il borgo del Fumo vinse». Le iscrizioni sono già aperte e si possono effettuare chiamando il 333-32.21.057.
La storia del campo di tiro
A ripercorrere la storia del campo di tiro a volo è Davide Cestari, tiratore, allenatore e direttore di gara: «Purtroppo, ho dovuto smettere, i costi sono diventati altissimi e i campi sono spariti quasi tutti. In provincia di Cuneo è rimasto solo quello di Racconigi. La chiusura è avvenuta negli anni intorno alla pandemia, il questore ha ritenuto che le autorizzazioni concesse dai sindaci di Alba e degli altri Comuni dove si sparava non fossero più valide». Cestari prosegue: «La mia passione era nata dopo il servizio militare, quando ho riconvertito il porto d’armi. Nel 1994 ho partecipato al recupero dell’impianto dopo l’alluvione. Sparavo finito il lavoro, ho partecipato al campionato italiano e alle olimpiadi master di Torino 2013. Sul nostro sport ci sono molti luoghi comuni: non ho mai sparato per fare male, nemmeno a un animale».
L’autorizzazione per l’istituzione del tiro a volo ad Alba «fu firmata dal sindaco Osvaldo Cagnasso il 30 giugno 1959. Molti campi sono vicini ai fiumi: a Torino si sparava ai piattelli direttamente sul Po e, per evitare inquinamento da piombo e altri materiali, hanno dovuto ruotarlo di 180 gradi. Ad Alba era già parallelo al corso d’acqua, soltanto i residui di alcuni piattelli sparati a destra finivano in Tanaro: era una situazione risolvibile. Oggi i piattelli sono biodegradabili e in ogni campo che si rispetti sono rimossi i resti del piombo. In quello albese, era stata organizzata una rievocazione storica con costumi e armamenti d’epoca napoleonica».
