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Bilancio positivo per il commercio albese, ma bisogna stare all’erta

L'anno si è chiuso con +15 attività, ma il merito va soprattutto ai subingressi, piuttosto che nuove aperture vere e proprie

Ad Alba il commercio va in controtendenza: 53 negozi in più nel 2024

di Davide Barile

ALBA Quasi ovunque, in Italia, si parla di crisi del commercio, ma non ad Alba, dove, pur in mezzo alle difficoltà, il settore conferma anche per il 2025 la crescita. È quanto emerso dai dati sulle nuove aperture e chiusure dei negozi diffusi dal Comune e dall’Associazione commercianti albesi.

Le attività, al 31 dicembre, sono 1.257: il totale si può suddividere tra negozi di vicinato, panetterie, edicole, medie e grandi strutture di vendita (942); bar, ristoranti e pizzerie (220); strutture ricettive, con l’esclusione delle locazioni turistiche (95).

Un anno prima, la somma dava 1.242. L’incremento è merito delle 15 nuove aperture registrate nel corso degli ultimi 12 mesi. A queste ultime, vanno aggregati i 35 subingressi, i cambi di gestione, e gli 11 spostamenti di attività in altri indirizzi, sempre restando in città. Il totale delle imprese oggetto di variazione di stato ammonta così a 61: di queste, 38 sono negozi di vicinato, 9 strutture ricettive e 14 pubblici esercizi. Da rilevare che non si sono registrate nuove aperture tra le medie e grandi strutture di vendita. Le chiusure, invece, sono state 46: si tratta di 29 negozi di vicinato, 1 struttura di vendita medio-grande, 9 ricettive e 7 pubblici esercizi.

I commenti

Il sindaco Alberto Gatto commenta così: «Sono felice che i dati confermino come Alba continui a essere attrattiva per le realtà commerciali. Un tessuto vivace di negozi di prossimità è fondamentale per mantenere un presidio attivo del territorio e garantire bellezza e sicurezza. Ci impegniamo a mantenere tali condizioni in modo da ridurre i locali sfitti e, in generale, migliorare il decoro e la bellezza della nostra città». Giuliano Viglione e Fabrizio Pace, presidente e direttore dell’Aca, aggiungono, con una certa prudenza: «I dati confermano che il commercio albese mantiene una buona capacità di tenuta e resta attrattivo. Allo stesso tempo, evidenziano come una parte rilevante delle nuove attività sia legata a subingressi o riorganizzazioni, a fronte di 15 nuove iniziative imprenditoriali effettive». All’interno di un quadro positivo, restano centrali le criticità legate ai cambiamenti nei consumi: «Le attività tradizionali spesso sono penalizzate dall’on-line. Per tale motivo, è fondamentale continuare a sostenere il commercio di prossimità, favorire il ricambio generazionale e accompagnare le imprese nel segno dell’innovazione».

Il calcolo dei dati

Da precisare, poi, che è cambiato anche il metodo di calcolo delle attività. Tornando indietro a un anno fa, Gazzetta d’Alba dava notizia, con riferimento al 31 dicembre 2024, di 1.323 attività in funzione. Non si tratta di un errore, come spiega l’assessore al commercio, Roberto Cavallo: «I dati vanno estratti da tabelle Excel della Camera di commercio e, a volte, le sottocategorie sono di difficile interpretazione. Non esiste un metodo uniformato di lettura e, con l’arrivo di nuovi funzionari in Comune, è stato deciso di conteggiare in modo diverso. Nelle letture degli anni precedenti c’erano sicuramente doppioni: magari, se un’attività si spostava di qualche numero civico, si conteggiavano un’apertura e una chiusura». E aggiunge: «È stato un lavoro certosino per recuperare almeno i dati corretti del 2024».

Tenendo come buoni i dati estrapolati con il vecchio metodo (ossia 1.323 attività a fine 2024 e non 1.242 come si è rivelato corretto), dopo la pandemia si registra comunque una crescita costante: nel 2021 le imprese erano 1.176, salite l’anno successivo a 1.222 e, nel 2023, a 1.270.

La città è tutta appetibile

Sulla situazione del commercio, l’assessore Roberto Cavallo prosegue con la sua analisi: «Alba si conferma un’isola felice e lo posso affermare anche in virtù del ruolo, che rivesto da aprile, di presidente della Consulta regionale dell’Anci (Associazione nazionale Comuni italiani), in materia di sviluppo economico, attività produttive, imprese e commercio. Nella nostra regione, registro una situazione generale di difficoltà in numerose aree: la nostra zona, insieme al Verbano e a poche altre realtà, riesce a mantenere un livello di servizi per i residenti e flussi turistici tali da risultare appetibile per nuovi insediamenti commerciali».

I problemi che il commercio deve affrontare sono di varia natura: «Sono legati soprattutto a tre fattori. In primo luogo, la concorrenza sempre più aggressiva delle vendite su Internet. In secondo luogo, una riduzione complessiva del potere d’acquisto dei cittadini e, infine, le difficoltà dei piccoli negozi di vicinato rispetto alle grandi catene». I colossi del commercio «magari provano ad aprire e, se dopo due o tre anni reputano che l’investimento non è stato conveniente, chiudono e vanno altrove, mentre il piccolo negozio non può farsi carico di questi fattori di rischio». Alba sente meno la crisi «anche perché c’è un buon tessuto sociale che vuole mantenere il legame con il territorio», precisa l’assessore.

Presto lavori in via Paruzza

Pur in mancanza di dati specifici, Cavallo ritiene che le nuove aperture siano sparse su tutto il territorio comunale: «Mi baso sulle sensazioni, come assessore sono stato presente a vari tagli del nastro nel centro storico, alla Moretta, al Mussotto e in corso Piave. La città è appetibile in ogni luogo».

Per concludere, l’assessore riporta un impegno di cui si è fatto carico con i commercianti di via Paruzza: «Nei prossimi mesi, il Comune si attiverà per abbellirla e renderla attrattiva. I negozianti, d’altronde, se lo meritano: in precedenza c’era praticamente nulla, mentre oggi sono fiorite numerose vetrine».  d.ba.

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