ALBA – Entro fine aprile sarà completato il procedimento di pubblicizzazione del ciclo idrico integrato nella Granda, a cui manca l’ultimo tassello di una parte consistente di Langhe e Roero, e sarà il consorzio Cogesi a gestirlo, secondo l’indirizzo emerso dal referendum del 2011 in materia di acqua pubblica e secondo quanto scelto a più riprese dai sindaci.
Lo ha confermato venerdì scorso il direttore di Sisi Gianni Arbocco, nel corso della sua audizione nella terza Commissione consiliare albese, durante la quale ha fatto il punto sullo stato dell’arte della transizione, che vedrà il subentro del consorzio all’ex gestore privato Egea acque. Arbocco guida la Società intercomunale servizi idrici, che gestisce il depuratore di Govone e che è già parte di Cogesi.
Dalla precedente audizione, a luglio, il quadro e il contesto sono molto cambiati. Il passaggio cruciale per consentire il cambio della guardia era – a questo punto, è lecito l’utilizzo dell’imperfetto – quello della liquidazione del valore residuo spettante a Iren (di cui fa parte Egea) in virtù degli investimenti messi in atto sulle reti secondo il calcolo aggiornato al 31 dicembre del 2023.
Le risorse ci sono
Ha spiegato Arbocco: «La situazione oggi è formalmente simile a quella della scorsa estate, ma nella sostanza del tutto differente. Se allora parlammo di come affrontare la difficoltà di reperire i 69 milioni di euro di valore residuo da parte delle società comprese in Cogesi – sul conto corrente dedicato non vi erano fondi –, oggi la cifra in questione è già stata versata e ci sono le delibere dei mutui che garantiscono la liquidità residuale. Tale somma transiterà sul conto di Iren all’atto della formalizzazione del passaggio di consegne».
Verranno versate a Iren se rinuncerà al ricorso
In pratica, Cogesi dispone di 31 milioni versati su un conto corrente vincolato da Sisi per 5 milioni, per 14 da Alac (Acquedotto Langhe e Alpi cuneesi, altra società già parte del consorzio) e 12 dalla stessa Cogesi. Al calcolo si aggiungono 38 milioni sotto forma di mutui già approvati e immediatamente trasferibili a Egea Acque, quando verrà sottoscritto il passaggio e si chiuderà il cerchio. Il gruppo Iccrea, di cui fa parte Banca d’Alba, è stato capofila del pool di banche coinvolte.
Il Vr da stabilire per il 2024
Tradotto: adesso i soldi ci sono e si può procedere alla fase finale, cioè il subentro del pubblico nella gestione dell’acqua. Restano alcuni punti interrogativi, come stabilire l’ammontare del valore residuo per il 2024: «Si prevedono 5 o 6 milioni, mentre per il 2025 è ancora impossibile quantificarlo», ha spiegato Arbocco. Da non dimenticare, poi, che l’accordo con Iren prevede come condizione preliminare ed essenziale la rinuncia da parte dell’ex gestore a ogni ulteriore contenzioso, come il ricorso presentato a novembre 2025 al Tar del Piemonte, che ha rigettato la richiesta di sospensiva. Insomma, quando tutto andrà in porto, verrà messa definitivamente la parola fine a questa vicenda iniziata nel 2018. C
I prossimi passaggi
osa avverrà nei prossimi mesi? Lo ha spiegato il direttore generale di Sisi, Giuseppe Valsania: «La disponibilità delle risorse permetterà di avviare una serie di tavoli tecnici con Iren per ragionare sugli investimenti, sul piano operativo e finanziario e sul trasferimento degli asset, degli impianti e del personale in modo collaborativo, in vista del subentro. Entro fine febbraio, contiamo di chiudere il cerchio in modo da diventare operativi entro il 2 maggio».Intanto, sono in arrivo novità anche per Sisi: «Sulla base dei dati attuali, contiamo di portare il nostro margine operativo lordo a 26 milioni, pur nella consapevolezza che l’anno in corso sarà difficile».
Il personale è salvo
Un altro nodo aperto riguarda il personale. La legge è chiara: nel momento del subentro, deve avvenire il passaggio da una società all’altra. Così ha spiegato il direttore Giuseppe Valsania: «Sisi accorperà tutte le maestranze di Egea Acque, 52 dipendenti, di Tecnoedil lavori (il braccio operativo), che ha 25 addetti, oltre ai 5 di Tanaro servizi. Non sono previsti spostamenti e la previsione è che nessuno lavorerà a più di un chilometro da casa».
E le bollette? Ha risposto il presidente Arbocco: «Non saranno applicati incrementi a causa degli impegni assunti per la liquidazione del valore residuo. Sulla materia, poi, vigilerà come sempre l’Arera (l’autorità nazionale che funge da garanzia nel settore energetico, ndr). Quest’ultima consente anche incrementi sino al 9% per anno per compensare spese per investimenti».
E ha concluso: «Nonostante l’ultimo quinquennio di crescita dei prezzi in misura del 7 per cento ogni 12 mesi, il costo dell’acqua in Granda è ancora contenuto, nella misura di 1,80 euro per metro cubo. La bolletta annuale, per un consumo medio di 50 metri cubi, per utenza vale circa 100 euro».
