Morto a 94 anni l’ex senatore Natale Carlotto

Storico direttore Coldiretti e figura chiave della politica cuneese

Morto a 94 anni l'ex senatore Natale Carlotto

CUNEO – È morto a 94 anni Natale Carlotto, ex senatore e figura storica dell’agricoltura e della politica cuneese. Nato nel 1931 a Ceva, in frazione San Bernardino, è deceduto nella casa di riposo di Peveragno, la residenza Villa Fiorita di Montefallonio. Il funerale sarà celebrato lunedì 5 gennaio, alle 15.30, nella chiesa di Spinetta a Cuneo. Lascia la moglie Isa e i figli Paolo e Franco.

La vita di Natale Carlotto è stata strettamente legata alla Coldiretti, organizzazione a cui ha dedicato gran parte della propria attività. Ne è stato direttore per 45 anni, svolgendo l’incarico senza percepire stipendio e ricoprendo nel tempo numerosi ruoli di responsabilità, fino alla presidenza nazionale dei pensionati e alla vicepresidenza del Comitato europeo degli anziani rurali.

Accanto all’impegno sindacale, Carlotto ha avuto una lunga carriera istituzionale e parlamentare. È stato eletto per cinque legislature, contribuendo all’attività legislativa con 26 leggi approvate su sua proposta, 63 sostenute e 374 atti interrogativi. Al suo nome sono legate riforme rilevanti per il mondo agricolo e montano, tra cui la riforma dei patti agrari e l’ultima legge dedicata alla montagna, maturate anche grazie al lavoro svolto negli uffici della Coldiretti di Cuneo.

L’associazione agricola lo ha ricordato attraverso le parole di Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte; Bruno Rivarossa, delegato confederale e Sergio Barone, presidente dei pensionati Coldiretti Piemonte: «È stato un uomo che ha vissuto la Coldiretti come una missione, mettendo sempre al centro le persone, il lavoro agricolo e il bene del territorio, con competenza, visione e profonda umanità. Il suo impegno non si è mai limitato agli incarichi: ha promosso associazioni, consorzi e strumenti di cooperazione che hanno segnato la crescita dell’agricoltura. È stato tra i protagonisti di iniziative innovative che hanno unito sviluppo economico, ricerca e attenzione alle persone, con uno sguardo costante al futuro delle aree rurali e montane. Lo ricordiamo per il suo grande impegno e lucidità fino all’ultimo e per averci trasmesso la sua grande passione e tutta la sua grinta nell’affrontare le varie attività sindacali».

Considerato un punto di riferimento per più generazioni di amministratori e dirigenti agricoli, Natale Carlotto è ricordato per il forte legame con il territorio e per un impegno costante a favore delle comunità rurali e della provincia di Cuneo, cui ha dedicato l’intera vita pubblica e politica.

“Se n’è andato un gigante della politica e delle relazioni umane. Anche se ho avuto l’onore di conoscere Natale Carlotto tardi, gli devo molto: i suoi racconti sono stati davvero preziosi per il mio lavoro parlamentare. Non solo: aveva il coraggio delle idee e di chi si batte senza mai risparmiarsi. In questa giornata voglio mandare le mie condoglianze alla moglie Isa e a tutta la famiglia”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico e deputata cuneese, sulla morte dell’ex senatore e figura storica cuneese Natale Carlotto.

Anche l’Uncem ha ricordato, in una nota, la figura di Carlotto: «La montagna piemontese e italiana dice, senza retorica, grazie a Natale Carlotto. Lui, uomo Coldiretti, colonna Dc, personalità della Granda, ha avuto un legame fortissimo con la sua terra e il suo territorio. Ha sempre lavorato con Uncem, con Lido Riba, con moltissimi amministratori locali e il suo impegno parlamentare è sempre stato mosso dal dialogo e dall’ascolto. Come quello che ha esercitato nello scrivere la legge sulla montagna del 1994, che andava attuata e non invece abrogata come è successo qualche mese fa».

La Provincia di Cuneo partecipa con profondo cordoglio alla scomparsa dell’ex senatore Natale Carlotto, che ha dedicato il proprio impegno istituzionale alla valorizzazione delle comunità rurali e allo sviluppo dell’agricoltura, portando le istanze del territorio nei più alti livelli decisionali.

«Salutiamo, all’inizio di questo 2026 – afferma il presidente Luca Robaldo –, una figura di spicco della nostra realtà provinciale. Innumerevoli le sue iniziative ed enorme il suo impegno per l’agricoltura e non solo. Ancora oggi, che è tornata d’attualità la questione, in molti fanno riferimento alla “legge Carlotto” sulla montagna a testimonianza di quanto lavoro il sen. Carlotto abbia svolto. Io personalmente, l’Amministrazione provinciale insieme a me e l’intera comunità cuneese siamo vicini alla famiglia ed esprimiamo la più profonda partecipazione».

Sulla scomparsa del senatore Carlotto, invia una nota anche la CIA agricoltori italiani Cuneo.

«Riconosciamo al senatore Carlotto il grande merito di aver saputo interpretare nel suo ruolo politico e istituzionale i reali bisogni dell’agricoltura, in particolare della montagna, per la quale si rese principale artefice di una legge che ancora oggi costituisce un imprescindibile punto di riferimento per il territorio. La provincia di Cuneo perde un protagonista di assoluto primo piano della vita pubblica, rispettoso degli avversari e aperto al dialogo costruttivo per il bene della comunità. I risultati da lui ottenuti a favore del mondo agricolo, rimangono tuttora insuperati».

Cosi Igor Varrone, direttore provinciale di Cia Agricoltori italiani di Cuneo, rende omaggio al senatore Natale Carlotto nel giorno della sua scomparsa, all’età di 94 anni.

Nel merito, interviene anche Gianfranco Falco, presidente di Cia Cuneo negli anni in cui Carlotto, politicamente su fronti opposti, era alla guida della Coldiretti cuneese: «I miei rapporti con lui risalgono al 1970 quando la Cia (allora Alleanza dei Contadini) era diretta da tre persone (Borgna, Panero ed io), incaricate dal Pci di cercare di contrastare lo strapotere nelle campagne della “balena bianca” della Coldiretti. Opera ardua, temeraria, che, per tutelare gli interessi dei “contadini”, fondava la sua attività su iniziative di protesta, di proposta, di lotta, di elaborazione politica. I rapporti fra organizzazioni erano condizionati da proposte ideologiche che difficilmente consentivano il dialogo. Con Carlotto, gradualmente, questa contrapposizione si ridusse e si avviarono iniziative in collaborazione: differenziazione fra sigle ma reciproca stima dei dirigenti. Un merito che gli va riconosciuto e che caratterizza la sua figura».

Ricorda ancora Falco: «Nel 2010 (era concluso da tempo il mio mandato nella Cia), Carlotto mi cercò chiedendomi di dar vita con lui, a titolo del tutto personale, senza coinvolgimento delle organizzazioni agricole, alla creazione di un comitato sostenitore del progetto per il lago della Valle Stura, che permettesse di trasformare l’acqua in risorsa, non solo per l’economia locale, ma per l’intera provincia. Di lì, la nascita di un rapporto strettamente personale, manifestato in decine e decine di incontri pubblici, in visite in Europa ad impianti similari a quello proposto per la Valle Stura, in incontri a Villa Fiorita a parlare di progetti e di ricordi, con sincera amicizia».

Redazione

Banner Gazzetta d'Alba