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Dopo Crans-Montana arriva la direttiva Piantedosi, formazione e controlli anche in Granda [foto e video]

Prefetto Savastano: «La sicurezza dei cittadini non è un costo evitabile»

Dopo Crans-Montana arriva la direttiva Piantedosi, formazione e controlli anche in Granda
Galleria fotografica ©Andrea Olimpi

di Andrea Olimpi

SICUREZZACi sono tragedie che segnano un prima e un dopo nel modo di concepire la sicurezza degli eventi pubblici.
Quanto accaduto a Crans-Montana riporta tristemente alla strage di Corinaldo, avvenuta l’8 dicembre 2018 nella discoteca Lanterna Azzurra: sei vittime e decine di feriti, in un locale che ospitava quasi 1.400 persone a fronte di una capienza autorizzata di 469.

Un episodio che ha mostrato in modo drammatico cosa può accadere quando affollamento, gestione improvvisata e carenze nei piani di sicurezza si sommano, così come la tragedia di piazza San Carlo a Torino.

Dalla cronaca al cambio di passo

Crans-Montana non è stato solo un fatto di cronaca. È diventato un campanello d’allarme che, insieme alla recente direttiva del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, impone un cambio di passo nella gestione della sicurezza degli eventi pubblici.
Un messaggio chiaro: la safety non è un adempimento formale e la security non può prescindere da una pianificazione seria.

Le criticità sul territorio

Sotto il profilo della sicurezza e delle normative, la Granda non è un’isola felice: sul territorio sono diverse le irregolarità spesso riscontrate durante eventi e manifestazioni pubbliche o all’interno dei locali. Capienze non rispettate; numero insufficiente di addetti alla sicurezza; personale spesso privo di adeguata formazione; piani di sicurezza obsoleti o mai aggiornati. Tra le criticità più rilevanti spicca il fenomeno dei bar e ristoranti che si trasformano di fatto in discoteche, aggirando la normativa e mettendo a serio rischio l’incolumità degli avventori.

Formazione e confronto

Per questo motivo Prefettura e Questura avviano un percorso di formazione e confronto per alzare il livello di attenzione su manifestazioni e locali, presentato con una conferenza stampa che si è tenuta nella Prefettura a Cuneo.

L’iniziativa si svolgerà martedì 4 febbraio al Centro Incontri della Provincia di Cuneo e sarà replicata la settimana successiva per rispondere alle numerose richieste arrivate dagli uffici tecnici comunali e dalle Polizie locali.
Un momento di confronto pensato non con finalità sanzionatorie, ma per accrescere competenze e consapevolezza nella gestione della sicurezza, dalla piccola festa di paese ai grandi eventi.

Il ruolo della valutazione del rischio

Nel corso dell’incontro il prefetto di Cuneo Mariano Savastano ha ribadito che la valutazione del rischio è il punto di partenza imprescindibile di qualunque iniziativa: «non c’è attività senza rischio, il rischio a zero non esiste». Proprio per questo, ha spiegato, «lo devo prevedere, quindi lo devo organizzare», attraverso piani di sicurezza e di emergenza coerenti con le reali caratteristiche dell’evento e del luogo in cui si svolge.

Il prefetto ha anche sottolineato che i livelli di rischio sono diversi tra la piccola festa di paese e il grande evento, che sia sportivo o musicale, ribadendo che la Prefettura è sempre a disposizione per accompagnare organizzatori e amministrazioni pubbliche nelle procedure per il rispetto delle normative.

Safety e security

Sul versante della sicurezza pubblica, il questore di Cuneo Rosanna Minucci ha sottolineato il legame inscindibile tra safety e security, richiamando la circolare Gabrielli: «mai motivi di ordine pubblico avrebbero potuto consentire lo svolgimento di eventi laddove non ci fossero state delle condizioni di safety».

Di conseguenza, «se manca la safety non ci può essere la security» e senza piani credibili e aderenti alla realtà non è possibile garantire un adeguato dispositivo di ordine pubblico. La dottoressa Minucci ha inoltre fatto notare che spesso, per le manifestazioni ricorrenti, vengono presentati piani di sicurezza che in sostanza ricalcano quelli dell’anno precedente: un sintomo di negligenza e di sottovalutazione del rischio, perché sono tanti gli elementi che possono mutare di anno in anno.

Controlli e responsabilità

Nessuna intenzione di essere persecutori o sanzionatori, ma controlli più rigorosi e massima disponibilità nell’accompagnare i vari attori in un percorso che porti al rispetto delle regole e delle normative, lasciando da parte i pressappochismi: è quanto hanno sottolineato le diverse autorità presenti.

La giornata di formazione vedrà il contributo, oltre al prefetto Savastano e al questore Minucci, del comandante provinciale dei Vigili del Fuoco Calogero Daidone, del comandante del Reparto operativo dei Carabinieri, tenente colonnello Daniele Riva, dei sindaci di Cuneo e Alba, di due presidenti di Pro loco e di due figure tecniche, tra cui il presidente del SILB, in un confronto a più voci sul tema della gestione corretta degli eventi.

L’obiettivo condiviso è superare l’approccio del “si è sempre fatto così” e rafforzare una cultura della sicurezza che non sia percepita come burocrazia, ma come condizione indispensabile per garantire eventi partecipati e realmente sicuri.

Una cultura della sicurezza

Ben vengano queste iniziative, che sensibilizzano su tematiche così importanti come la sicurezza e la salvaguardia della vita. Una vita non può e non deve mai valere la vendita di qualche biglietto d’ingresso in più o qualche consumazione.
Non bisogna aspettare le tragedie: serve una seria presa di coscienza da parte degli imprenditori e di chi produce e offre intrattenimento.

È vero che non esiste il rischio zero, ma il rispetto di normative e regolamenti ne mitiga le conseguenze e spesso salva vite. La sensibilizzazione, però, dovrebbe essere rivolta anche ai cittadini, fruitori di locali, spettacoli, manifestazioni ed eventi: anche loro dovrebbero denunciare laddove vedono inadempienze alle normative ed essere i primi, ad esempio, a non cercare di “forzare” le regole per entrare a vedere un concerto o in una discoteca, pur coscienti del fatto che è stato già raggiunto il limite di capienza.

Corinaldo, piazza San Carlo e Crans-Montana hanno tragicamente dimostrato, in modi diversi, i risultati di gestioni inadeguate e di valutazioni dei rischi legate all’improvvisazione, ma devono essere un punto di svolta nel modo di affrontare questi temi.

Dopo Crans-Montana arriva la direttiva Piantedosi, formazione e controlli anche in Granda

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