LA NOTIZIA – Insieme al cooperante veneto Alberto Trentini, detenuto dal regime venezuelano per 400 giorni e la cui notizia della liberazione è arrivata questa mattina, 12 gennaio, è stato liberato da Caracas anche l’imprenditore torinese Mario Burlò, imprigionato “arbitrariamente” dal novembre del 2024, per ragioni rimaste oscure per molto tempo, fino a quando è emersa un rinvio a giudizio generico per terrorismo.
Burlò ha diverse aziende ed è attivo nel settore immobiliare. A quanto pare, si trovava in Venezuela per cercare nuove opportunità. In Italia, è stato coinvolto in procedimenti giudiziari. A febbraio 2025, è stato assolto dalla Corte di Cassazione dalle accuse di concorso esterno in associazione mafiosa, in un processo che riguardava le infiltrazioni dell’ ‘ndrangheta in Piemonte. Resta invece aperto il processo, che lo vede tra gli imputati, per il fallimento della società torinese Auxilium: il Tribunale di Torino ha stralciato da poco la posizione del 52enne, così da separarla dagli altri imputati e poter rimandare il caso in attesa della liberazione.
A gioire per la notizia sul ritorno in Italia dei due è anche il presidente della Regione Alberto Cirio: «Una splendida notizia – dopo mesi e giorni di preoccupazione e attesa – che è il frutto del lavoro del Governo, della premier Meloni e dell’impegno instancabile del ministro degli Esteri Antonio Tajani portato avanti con pazienza, credibilità ed efficacia. I nostri connazionali sono in ambasciata a Caracas e presto torneranno a casa a riabbracciare le loro famiglie. Vi aspettiamo in Italia!», ha scritto sui suoi profili social.
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