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TARTUFO Dopo la puntata di Report, Cavallo: «I cambiamenti al regolamento comunali erano utili anche per scongiurare queste allusioni»

Oggi il regolamento comunale prevede che in Fiera si vendano solo tartufi piemontesi: mesi fa la Giunta aveva proposto di allargare le maglie della norma

Capodanno ad Alba tra regole rispettate e qualche eccesso
Roberto Cavallo - Assessore all'Ambiente del Comune di Alba

ALBA – Com’era intuibile, non mancano le reazioni dopo la puntata di Report di ieri sera che, in un servizio dal titolo “Truffle land”, ha scandagliato il mondo del tartufo, anche quello bianco, in particolare con riferimento alla sua tracciabilità.

Abbiamo chiesto un parere all’assessore ad agricoltura e commercio albese Roberto Cavallo: era stato lui, mesi fa, a presentare una proposta di modifica del regolamento comunale che oggi prevede che i tartufi venduti nella Fiera, nel cortile della Maddalena, siano necessariamente piemontesi. La proposta però, dopo diverse levate di scudi non è andata a buon fine.

«Conosco il modo di lavorare di Report, perché ho collaborato con la Rai per trasmissione simili, e devo dire che ho trovato il servizio tutto sommato sobrio. Alba non ne esce male. Emerge un sistema Fiera strutturato, anche rispetto ad Acqualagna». Per esempio, con riferimento ai giudici del tartufo, che nel cortile della Maddalena devono verificarne la qualità. La trasmissione, sempre a partire da un dissidente, ha parlato di esemplari rivitalizzati con gocce di olio, che altro non è che un derivato dal petrolio.

Cavallo prosegue con la questione origine: «Le modifiche al regolamento erano pensate anche per evitare allusioni di questo tipo e credo che debba continuare a parlarsi di un’apertura: visto che i tartufi possono maturare anche altrove, perché non spiegarne le differenze e caratteristiche? Al di là poi di qualche parte un po’ confusa, il servizio di Rai 3 credo che possa permetterci di ragionare su questi temi». 

Reazioni e altri commenti nel numero in edicola domani, 3 febbraio.

 

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