Basta localismi: il futuro è nelle fusioni tra paesi

Gestione dei rifiuti, a Santo Stefano Belbo arriva l’Ecosportello
Una veduta di Santo Stefano Belbo. Nel 2019 c'è stata la fusione con Camo.

ENTI LOCALI «Ripensare oggi il territorio, prima di ritrovarci a dover subire decisioni prese dall’alto restando a rischio di marginalità». È a partire da questa convinzione che il sindaco di Monteu Roero, Paolo Rosso, torna su alcune riflessioni affidate all’ultimo numero de La roa, organo d’informazione dei Cavalieri di san Michele del Roero. «Viviamo in un territorio fatto di identità, che per aprirsi al futuro deve avere il coraggio di ripensare sé stesso, superando certi campanilismi e aprendosi alle esperienze che sono già presenti in altre zone del Piemonte, agendo come artefice di un processo di aggregazione territoriale ormai in atto», afferma Rosso.

«Difendere i localismi non ha più senso ed è fondamentale aprirsi alle fusioni tra Comuni, che rappresentano alleanze strategiche in grado di garantire l’accesso a contributi statali straordinari che possono portare nelle casse comunali risorse fresche per milioni di euro. Soldi che si traducono nel riscatto di mutui, mantenimento di servizi, nuove opere, un numero adeguato di personale operante in settori sensibili come la sicurezza e uffici tecnici capaci di intercettare i complessi bandi europei», continua il primo cittadino di Monteu.

Il Roero ha conosciuto l’esperienza delle Unioni, organi pensati per condividere i servizi mantenendo le singole realtà territoriali. «In alcuni casi, tuttavia, questo modello si è rivelato un ulteriore livello burocratico, pensato per amministrare il presente senza permettere realmente una pianificazione del futuro. Nel Roero, preservare i nostri borghi significa trasformare le municipalità in punti di prossimità a servizio del cittadino, centralizzando e razionalizzando la gestione finanziaria e tecnica», prosegue Rosso. In provincia di Cuneo non mancano i riferimenti, come Castellar che si è fusa con Saluzzo, Valmala con Busca e Camo con Santo Stefano Belbo, ed è guardando a queste esperienze che il sindaco Rosso sottolinea: «La fusione può aprire a contributi statali straordinari per quindici anni, pensati proprio per favorire questo processo, che si possono stimare per una realtà come Monteu a oltre 250mila euro all’anno». Risorse estremamente importanti in un momento in cui si va sempre più verso un drastico ridimensionamento degli stanziamenti da parte degli enti centrali e a un ripensamento a livello comunitario dei soggetti territoriali, preferendo le aree omogenee alle piccole realtà.

Quello del primo cittadino monteacutese costituisce un contributo importante, perché può aprire un dibattito a livello territoriale e rappresentare un primo passo nel progettare il Roero del domani, che guardi alle sfide con razionalità e coraggio, proteggendo allo stesso tempo i servizi e il senso di comunità.

 Roberto Savoiardo

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