VOLONTARIATO – «Leggere certi post e certi commenti riguardo gli incendi boschivi che stanno interessando in questo periodo il Piemonte, e non solo, fa veramente ridere. O forse, più semplicemente, ridiamo per non avere a che discutere con certa gente». È lo sfogo dei volontari AIB di Givoletto, in provincia di Torino, che intervengono sulle critiche «dal divano» moltiplicatesi in questi giorni sui social, affidando a un lungo comunicato la propria contrarietà.
«Da settimane gli incendi boschivi stanno mettendo a dura prova il nostro territorio e, soprattutto, le persone che ogni giorno sono impegnate a combatterli: volontari AIB, Vigili del Fuoco e tutti coloro che, a terra e dal cielo, lavorano per contenere le fiamme e proteggere persone, abitazioni, infrastrutture e boschi. Ed ecco cosa leggiamo: ‘Perché non riescono a spegnerlo?’ ‘Se fossero intervenuti prima, adesso non sarebbe così grande’ ‘Perché non mandano più Canadair?’ ‘È tutta una questione di soldi, così le aziende del settore ci guadagnano’. E potremmo andare avanti per giorni».
La varietà delle teorie «è ampia» e quella che gli AIB trovano «assurda» è quella secondo cui «lo fanno durare apposta così guadagnano di più». Per questo i volontari dedicano ampio spazio a ribattere punto per punto alle tesi complottiste.
«Mentre voi scrivete il vostro commento dal divano di casa, magari sotto un condizionatore che fa fatica a tenere testa alle temperature di questo periodo, c’è qualcuno che va contro al fuoco indossando una tuta che, credete, di ‘fresco’ ha ben poco. Ci sono persone che lavorano sotto il sole, con temperature elevatissime, circondate dal calore delle fiamme e dal fumo. Persone che arrivano a dover camminare per ore per raggiungere il fronte dell’incendio. Ore. Non cinque minuti. Sapete che c’è gente là in mezzo che rinuncia a ferie programmate per continuare a lavorare su un incendio? Sapete che ci sono volontari che sacrificano famiglia, lavoro, impegni personali e ore di riposo per mettersi a disposizione? Sapete che ci sono Vigili del Fuoco che affrontano turni pesantissimi per garantire una presenza costante sul territorio e proteggere tutti noi? Probabilmente no».
L’esortazione finale è chiara: «prima di trasformare una situazione complessa in una teoria da social, informatevi».
«Dietro un incendio che vedete in un video di trenta secondi possono esserci decine di persone che stanno combattendo da ore per impedire che quelle fiamme arrivino alle vostre case. E forse, prima di giudicare il loro lavoro dal divano, sarebbe sufficiente ricordarsi una cosa: quelle persone non stanno guardando l’incendio, ci stanno dentro».
fonte Ansa
