Un’industria che ha fatto la storia e che è pronta a rilanciare: l’assemblea di Confindustria Cuneo e Piemonte ad Alba [foto]

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di Francesca Pinaffo
Fotoservizio Severino Marcato

ALBA – Un messaggio chiaro, quasi un avvertimento: l’industria italiana sta entrando in una fase delicata e senza una strategia europea forte il rischio è perdere competitività. È il filo conduttore emerso ieri pomeriggio al Teatro Sociale di Alba, dove oltre seicento imprenditori e rappresentanti istituzionali hanno partecipato all’assemblea congiunta di Confindustria Cuneo e Confindustria Piemonte, appuntamento che per un giorno ha portato nelle Langhe alcuni dei principali protagonisti del mondo industriale regionale e non solo.

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Paolo Balistreri e Giuliana Cirio, rispettivamente segretario generale di Confindustria Piemonte e direttrice generale di Confindustria Cuneo.

Il presidente nazionale

A dominare la scena è stato soprattutto l’intervento del presidente nazionale di Confindustria, Emanuele Orsini, che ha disegnato un quadro economico complesso, segnato da tensioni geopolitiche, crisi produttive e necessità di riforme immediate. «Nel 2025 abbiamo perso molti posti di lavoro e la concorrenza cinese oggi è un problema non solo italiano ma europeo. Dobbiamo difendere le nostre produzioni», ha dichiarato, insistendo sulla necessità di rafforzare soprattutto il tessuto delle piccole imprese.

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Emanuele Orsini sul palco.

Un passaggio particolarmente netto ha riguardato proprio la struttura produttiva italiana. «Media e grande impresa sono competitive, la piccola oggi molto meno. Per questo servono aggregazioni tra aziende, perché quando due imprese si uniscono si genera energia nuova e si evitano chiusure dovute anche ai passaggi generazionali».

Il presidente nazionale ha poi allargato il ragionamento allo scenario internazionale, criticando le recenti tensioni diplomatiche tra Stati Uniti ed Europa, dopo le dichiarazioni di Trump nei confronti della premier Giorgia Meloni, a cui è stata espressa da Alba massima solidarietà, anche da parte del sindaco Alberto Gatto. «Disordine nel mondo ce n’è già abbastanza. Gli Stati che pensano di fare da soli sbagliano. L’Europa deve costruire una propria autonomia industriale e smettere di subire decisioni altrui».

Tra i temi affrontati anche quello della fuga dei giovani qualificati, questione sempre più centrale per il sistema produttivo italiano.

«Negli ultimi anni centomila laureati hanno lasciato il nostro Paese e molti non torneranno. Dobbiamo creare condizioni per trattenerli, a partire dal lavoro ma anche dalla casa, perché nel 2040 rischieranno di mancare professionalità decisive».

Avanti con l’aerospazio

Uno dei momenti più concreti del confronto è arrivato nel talk che ha visto confrontarsi il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il vicepresidente nazionale di Confindustria Giorgio Marsiaj e l’editore de GEDI Gruppo Editoriale Alberto Leonardis: «Oggi nell’editoria è fondamentale la presenza online e un approccio integrato che vada al di là dei modelli tradizionali».

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Alberto Cirio.

Cirio ha rivendicato i risultati regionali sul fronte economico e infrastrutturale: «Dal 2014 il Pil piemontese cresce mediamente dell’1,4% nonostante il crollo del settore automotive. La nostra regione centrerà tutti gli obiettivi del Pnrr entro fine giugno».

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Alberto Leonardis.

Ma è stato soprattutto Marsiaj a entrare nel merito della riconversione industriale, affrontando uno dei nodi più delicati per il Piemonte: la crisi dell’auto e il futuro della manifattura: «Le competenze di chi ieri produceva auto possono essere riconvertite. Il problema è che abbiamo perso capacità di progettazione e ingegneria. L’errore è stato smantellare quegli uffici».

Il vicepresidente di Confindustria ha poi indicato uno dei settori destinati a trainare i prossimi anni: «Nell’aerospazio siamo avanti e dobbiamo continuare a investire. È un comparto destinato a crescere, sul civile, sul militare e sulla sicurezza. I cinesi corrono velocemente e noi dobbiamo imparare ad anticipare i tempi».

Un’analisi confermata anche dall’economista Marco Fortis, che ha evidenziato come proprio aerospazio, agroalimentare, meccanica avanzata e prossimamente semiconduttori rappresentino i principali asset strategici piemontesi.

Le conclusioni

A chiudere l’incontro il presidente di Confindustria Cuneo Mariano Costamagna, che ha rivendicato la forza del sistema produttivo provinciale.

«Siamo una delle aree più produttive d’Italia. La nostra manifattura cresce grazie al territorio e alla qualità del lavoro. Abbiamo dimostrato una straordinaria capacità di resistenza, ma questa forza va protetta».

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L’economista Fortis.

Sul palco è salito, in conclusione, anche l’attore Paolo Tibaldi, per parlare della storia dell’industria piemontese, citando anche la Società San Paolo.

Dal palco di Alba, insomma, il mondo industriale piemontese ha lanciato un messaggio preciso: servono investimenti, politiche industriali meno frammentate e una visione di lungo periodo. Perché in un mercato globale sempre più instabile, continuare a competere non è più scontato.

Il video dell’assemblea:

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