MONTÀ Giovedì scorso si è svolto l’incontro pubblico organizzato dall’Amministrazione montatese per informare i cittadini sulla nota questione dei pioppi dell’area artigianale, e le associazioni che da tempo si oppongono all’abbattimento degli alberi, guidate da Comuneroero, hanno presentato un documento per esprimere la loro contrarietà al progetto. «Pur percependo una tiepida disponibilità del sindaco a riflettere ancora sul taglio dei 135 pioppi, abbiamo preso atto della totale chiusura sia del tecnico Daniele Pecollo, che non ha lasciato spazio di alcun tipo per il salvataggio, che del resto della maggioranza. Il rischio è che si proceda con il taglio del filare che sta di fronte ai capannoni per accontentare gli imprenditori e poi si vedrà», spiega il presidente di Comuneroero Cesare Cuniberto in una nota diffusa dopo l’incontro.
Le associazioni hanno ribadito che i paesi del Roero dovrebbero dotarsi del piano comunale del verde e nel documento ricordano che «troppi amministratori considerano il verde come un problema» e che «i pioppi sono stati messi a dimora per coprire i capannoni dell’area industriale e artigianale, come si fa e si faceva ovunque, e per mettere in sicurezza l’argine del torrente. I vecchi amministratori avrebbero potuto costruire muri di cemento armato, ma scelsero il sistema più naturale: ci rifiutiamo di pensare che ora si vogliano abbattere piante sane per non oscurare i capannoni. Le piante hanno tra 20 e 30 anni e, se curate, possono vivere ancora a lungo».
Il suggerimento di Comuneroero e degli altri gruppi è di effettuare la cosiddetta potatura di ritorno in forma obbligata ogni cinque-sei anni. Inoltre le associazioni si sono unite alla proposta della minoranza di iniziare con la piantumazione lungo la sponda destra del rio per poi valutare nel tempo come poter proseguire.
