L’INTERVISTA Attraverso festival giovedì 23 luglio, alle 21, nel cortile di palazzo Traversa a Bra presenterà Cecilia Sala, giornalista di Chora news e inviata di guerra. Il giorno successivo, venerdì 24, alle 21, in piazza Arco del belvedere a Cherasco, Stefano Massini proporrà il monologo La ricerca della felicità. Lo scrittore e drammaturgo fiorentino sarà accompagnato dal musicista Luca Roccia Baldini: «Parlerò di felicità, qualcosa che, fin da quando si è bambini, si cerca di continuo, ed è uno stato d’animo sfuggevole, che appena arriva scappa via. Si tratta di una deformazione ottica, che è usata nel marketing per ingannarci: ogni cosa in vendita è accompagnata dalla promessa che servirà a renderci felici. E, come dice la scienza, tra tutte le emozioni è la più breve. Partendo da tali considerazioni, ho deciso di proporre uno spettacolo dal tono ironico, tagliente e divertente, in grado di rompere molti luoghi comuni sulla felicità, questa grande gara a premi che ci accompagna fin dall’infanzia».
La ricerca, oggi, è esasperata dalla necessità, specialmente su Internet, di mostrarci tutti felici e contenti?
«La felicità è diventata un imperativo categorico, e se non sei felice devi fingere di esserlo. Questo perché se sei infelice gli amici non ti frequentano, se sei un produttore non vendi e se sei un politico non ti votano. Sui social tutto è più incandescente: è una vetrina in cui la felicità è ostentata e ingannevole».
Qual è, alla fine, la ricetta per la felicità?
«È il grande interrogativo dello spettacolo, al quale proverò a dare una risposta salendo sulle spalle dei grandi, come Tolstoj e Puškin, ma pure delle persone semplici. Ci aspettiamo sempre che la felicità possa durare più di un attimo, ma in realtà è qualcosa che non si può fermare. Sotto un certo punto di vista, come nel Sabato del villaggio di Leopardi, è l’attesa a essere la felicità stessa. È un attimo che va goduto appieno senza tentare di prolungarlo».
E per quanto riguarda il diritto alla felicità?
«Lo promette soltanto la Costituzione degli Stati Uniti e, sinceramente, non credo che la politica si possa occupare della ricerca della felicità per le persone. Quel passaggio era stato scritto, in maniera pretenziosa, durante la dichiarazione di indipendenza. Credo che, al massimo, siano le arti, la letteratura e, forse, la religione a doverci aiutare».
Sabato 25 luglio, alle 21, nel parco della Zizzola di Bra arriverà Niccolò Fabi. Il cantautore riproporrà i suoi brani più famosi e i contenuti dell’ultimo album, Libertà negli occhi. Nuovamente in piazza Arco del Belvedere a Cherasco, domenica 26, alle 21, ci sarà Eleazaro Rossi con Kamikaze, spettacolo comico in stile stand-up comedy.
Lunedì 27 luglio, alle 21, all’arena Guido Sacerdote di Alba, Elio Germano e Teho Teardo saranno i protagonisti di Il sogno di una cosa, liberamente tratto dal primo romanzo di Pier Paolo Pasolini.
Davide Barile
