MONTICELLO L’ingresso dei Comuni del Roero nella buffer zone del sito Unesco richiederà ancora del tempo, ma il percorso è stato avviato e procede nella direzione indicata dal Ministero della cultura. È l’indicazione emersa durante l’assemblea dell’associazione Valorizzazione Roero, svoltasi mercoledì scorso presso la sala consiliare del Municipio di Monticello. A illustrare l’iter è stata Giovanna Quaglia, presidente dell’Associazione per il patrimonio dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, ente gestore del sito Unesco.
La buffer zone è l’area che circonda un sito riconosciuto dall’Unesco e ha la funzione di proteggerlo, regolando trasformazioni e interventi. Nel caso del Roero, l’ampliamento della zona tampone ha l’obiettivo di rafforzare la tutela delle colline del Barbaresco, una delle sei aree che costituiscono la zona centrale del sito. I centri candidati all’ingresso sono venti: diciannove sono nella Granda, e San Martino Alfieri nell’Astigiano.
Ha ricordato Quaglia: «Nei mesi scorsi la documentazione sulla candidatura era stata rimandata indietro dagli organi dell’Unesco per alcune osservazioni di carattere tecnico su definizione delle aree, visuali paesaggistiche e impegni dei Comuni. Era necessario descrivere meglio gli strumenti di tutela già esistenti e quelli da adottare». Da qui è iniziato un confronto con Regione, Ministero e Amministrazioni comunali per adeguare la documentazione alle indicazioni ricevute. I Comuni hanno già approvato le delibere di adesione ai principi Unesco e ora dovranno proseguire con l’adeguamento degli strumenti urbanistici e di pianificazione. «Non bisogna avere fretta, ma presentare una candidatura il più possibile completa e condivisa», puntualizza Quaglia.
Davide Barile
