Vendemmia 2026: in Piemonte si parte in anticipo

Invaiatura già avanzata e buone prospettive qualitative. L’incognita resta il caldo di agosto

Vendemmia
Foto di repertorio

AGRICOLTURA – La vendemmia 2026 si preannuncia in anticipo anche in Piemonte, dove il caldo delle ultime settimane ha accelerato il ciclo vegetativo della vite. Le prime valutazioni parlano di una produzione che potrebbe distinguersi per la qualità, anche se molto dipenderà dall’andamento meteorologico del mese di agosto.

Secondo Giacomo Pondini, direttore del Consorzio Asti Docg, «l’inizio dell’invaiatura si presenta in anticipo e la produzione attesa è di buona qualità, ma i picchi di calore del mese di agosto potrebbero ridurre il volume dei grappoli».

Indicazioni analoghe arrivano anche dal Monferrato, dove il presidente del Consorzio Tutela Vini d’Acqui, Paolo Ricagno, sottolinea come «la resilienza delle varietà locali e il lavoro quotidiano dei produttori saranno ancora una volta determinanti», lasciando intravedere prospettive favorevoli nonostante le incognite legate al clima.

Il quadro piemontese si inserisce in un contesto nazionale caratterizzato da un generale anticipo della vendemmia, conseguenza delle temperature elevate registrate negli ultimi mesi. La raccolta è già iniziata in Sicilia, nel Trapanese, dove sono state vendemmiate le prime uve bianche precoci.

Per Assoenologi, se le condizioni meteorologiche delle prossime settimane rimarranno favorevoli, il 2026 potrebbe essere ricordato come un’annata di buona qualità. Sui quantitativi produttivi, invece, è ancora troppo presto per formulare stime attendibili.

Il comparto vitivinicolo italiano continua a rappresentare uno dei settori trainanti del Made in Italy. Secondo l’Osservatorio Uiv-Vinitaly, conta circa 670 mila ettari di vigneti, una bilancia commerciale positiva per 7,2 miliardi di euro e circa 870 mila occupati, confermando il ruolo strategico del vino nell’economia nazionale.

Fonte Ansa – di Alessandra Moneti

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