ASTI – Una bara bianca ricoperta di girasoli, gli amici stretti intorno alla famiglia e, sul sagrato, il rombo delle moto per accompagnare l’ultimo viaggio di Marco Farinella, il ragazzo di 16 anni morto in seguito al tragico incidente stradale avvenuto sulla strada di Valmaggiore-Valgera, frazioni di Asti, dove la sua Ktm 125 si era scontrata con un’automobile.
Il 22 agosto, nella chiesa parrocchiale di Santa Caterina, si sono svolti i funerali, concelebrati dal parroco don Fabio Marongiu, amico della famiglia, e da don Francesco Secco, parroco della Cattedrale. Proprio nel rione della Cattedrale la famiglia Farinella aveva vissuto a lungo e Marco era cresciuto, coltivando anche la passione per il Palio e per gli sbandieratori. Proprio per questo alle esequie non è mancata una rappresentanza degli sbandieratori con il gonfalone.
Toccante l’omelia di don Fabio: «Lo so, 16 anni sembrano pochi per lasciarci, ma sono stati 16 anni di amore dei genitori e dei nonni, 16 anni di amici, di compagni di scuola di ogni grado, 16 anni di divertimento, di spensieratezza, di sogni, di desideri, di voglia di vita incontenibile. E Marco, lo sappiamo bene noi che lo conoscevamo, era un concentrato di tutto questo. Agli amici chiedo di ricordarlo nel modo migliore: donate amore ogni istante a chi vi sta accanto perché non possiamo sapere quanto tempo ci rimane da passare insieme».
Anche Diego Abbate, professore di religione dell’Istituto Artom frequentato da Marco, ha voluto rivolgergli un ultimo saluto: «Stavi crescendo e stavi costruendo un futuro uomo onesto e leale, capace di amare e di essere amato. In tuo nome sta nascendo una rete che unisce tutti coloro che ti hanno voluto bene. Ti promettiamo che ci prenderemo cura l’uno degli altri, proprio come avresti fatto tu. Ma tu continua a vegliare su di noi. È l’ultimo compito che ti diamo».
In chiesa, accanto a Marco, c’erano il papà Orazio, conosciuto da tutti come Naccio, la mamma Chiara, i nonni materni e paterni, i parenti e tantissimi amici. Una folla commossa ha riempito la chiesa e il sagrato di Santa Caterina.
Per tanti ragazzi, perdere improvvisamente un amico o un compagno di scuola significa affrontare il primo grande lutto della propria vita. Un dolore totalizzante, che si intreccia con l’intensità delle amicizie vissute durante l’adolescenza.
Tra le lacrime, uno dei migliori amici di Marco ha pronunciato il suo saluto. Poi è stato Naccio, il papà, a trovare la forza di rivolgersi ai ragazzi davanti alla bara bianca, ricoperta di girasoli, nella quale riposava suo figlio. Li ha chiamati tutti a sé e ha voluto ringraziarli per essere stati così presenti nei giorni di dolore, per la vicinanza dimostrata alla famiglia e per tutto l’affetto che hanno saputo trasmettere.
«Marco aveva iniziato un lavoro con la sua seconda moto; in questi giorni i suoi amici lo hanno finito per lui. Non li ringrazierò mai abbastanza per l’affetto del quale ci hanno circondato».
Quella moto è stata portata sul sagrato della chiesa. Quando la bara bianca è uscita, gli amici, con indosso la maglietta nera con la fotografia di Marco sulla schiena e la scritta «Fari vive», l’hanno messa in moto. Il rombo del motore ha accompagnato il lancio dei palloncini bianchi.
Poi, uno dopo l’altro, gli amici più intimi si sono avvicinati alla moto che Marco sognava di guidare presto. Tre accelerate ciascuno, come un ultimo saluto al loro amico, mentre il feretro iniziava il suo ultimo viaggio verso il cimitero di Asti. A chiudere il corteo funebre, uno sciame di ragazzi in moto. Prima di partire hanno voluto affidare al rombo dei loro motori un dolore troppo grande e troppo nuovo per essere facilmente raccontato con le parole.
Sui gradini della chiesa è rimasto uno striscione con una frase che sembra racchiudere il senso di quel saluto: «Se uno nella vita spinge sempre, la sua energia vivrà per sempre».
A chiudere il ricordo, una frase di Henry Scott Holland, spesso erroneamente attribuita a Sant’Agostino: «La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto».
Redazione
