ASTI Il centro cittadino è addobbato in vista del Palio di domenica 6. Si prospetta una corsa molto combattuta, con fantini esperti e giovani promesse. San Pietro e Tanaro partono in testa, con San Damiano e Santa Caterina pronti a inserirsi nella griglia dei favoriti. Potrebbe essere l’anno di San Pietro. Il fantino dei rossoverdi è Carlo Sanna (Brigante). Atzeni non correrà, ma potrebbe dare una mano a Sanna nella conquista del drappo, potendo contare su fantini a lui vicini. Un piano che si scontra con le velleità dei tanarini che, con Federico Arri (Ares), puntano al drappo. In pista, Sanna potrebbe anche avere l’aiuto di Antonio Mula (Shardana), in corsa per San Secondo, rivale di Tanaro. Tra i due litiganti, potrebbe spuntare il terzo incomodo. Tra i più accreditati ci sono San Damiano e Santa Caterina: il Comune si affida a Federico Guglielmi (Tamurè), mentre il rione punta su Adrian Topalli (Vulcano). San Lazzaro schiera Giuseppe Zedde (Gingillo), per la Cattedrale ci sarà Marco Bitti, San Martino-San Rocco si affida a Dino Pes (Velluto), mentre San Paolo se la giocherà con Mattia Chiavassa (Tambani). Santa Maria Nuova punta su Andrea Sanna (Virgola), mentre Don Bosco, vincitore nel 2025, schiera Michel Putzu (Spago). Per San Marzanotto ci sarà Alessio Migheli (Girolamo) e per Torretta Sebastiano Murtas (Grandine). Jonatan Bartoletti (Scompiglio) difenderà i colori di Viatosto e Canelli si affiderà a Massimo Columbu (Veleno II). Francesco Caria (Tremendo) correrà per Castell’Alfero e Gavino Sanna per Moncalvo. Per Montechiaro ci sarà Silvano Mulas (Voglia) e per Baldichieri Alessandro Cersosimo (Zeffiro).
La giornata di domenica si aprirà alle 11 in piazza San Secondo con gli sbandieratori dell’Asta. Alle 14, da piazza Cattedrale partirà il corteo con oltre 1.200 figuranti. Il Palio inizierà alle 16, con tre batterie. Alle 17 si esibiranno gli sbandieratori e alle 18 si svolgerà la finale.
Alla presentazione della corsa ha fatto l’esordio il nuovo capitano del Palio, Giuseppe Vertucci che ha annunciato la grande novità tecnologica: l’introduzione del Var, come sui campi di calcio. «Si tratta di una cosa di cui vado orgoglioso. Sarà utile per vedere in tempo reale batterie e finale e avere contezza di quello che avviene in pista», ha detto. Il più emozionato era il maestro del Palio Marco Aru, autore dei due drappi: «Sono orgoglioso di questo incarico. Sin da bambino la figura del maestro del Palio rappresentava un sogno. Ho cercato di applicare le mie capacità creative attraverso lo studio dell’arte rinascimentale piemontese e alle ricerche filosofiche». Di passione ha parlato apertamente Pier Paolo Squillia, presidente del Collegio dei rettori: «È il motore che muove tutti noi. La manifestazione è cresciuta tantissimo. Abbiamo tanti ragazzi che popolano le nostre sedi. Le nuove generazioni vedono nel Palio la festa e la tradizione. Non bisogna poi dimenticare che i fantini più bravi e i migliori cavalli saranno sulla nostra pista». Infine, con buona pace dell’Anpi e di chi non desiderava la sua presenza, il principe Emanuele Filiberto non sfilerà per Santa Caterina, ma se ne starà comodamente in tribuna.
Paolo Cavaglià
