di Francesca Pinaffo
ALBA – Don Domenico Degiorgis, direttore della Caritas diocesana e del Centro di accoglienza di via Pola, parla di un’avvertimento, per il quale ha già avviato l’iter necessario presso le Forze dell’ordine. Gli hanno intimato di smetterla di parlare di caporalato e di sfruttamento del lavoro a danno dei migranti che, sulle nostre colline, arrivano per lavorare per il comparto del vino.
Lui, don Dodo come lo chiamano tutti, non ha dubbi: «Andiamo avanti, perché non possiamo fare altrimenti e perché parliamo di diritti. Alba può essere meglio di quello che è oggi per tutti questi lavoratori», dice.
Si riferisce alla mancanza di posti letto aggiuntivi per chi sotto le torri dorme sotto un ponte o lungo il Tanaro, di un deposito bagagli, di un sistema che sappia accogliere e dare a ogni persona la dignità che merita. «Noi abbiamo 24 posti letto ed è evidente che non bastano. Non può gravare tutto su via Pola. Quest’anno gli arrivi per la vendemmia sono aumentati, superando i 100 pasti serviti a sera alla mensa. Parliamo di lavoratori del vino, di chi raccoglie l’uva che verrà venduta in tutto il mondo: perché la nostra società non riesce a includerli e a dare loro opportunità? Mi sembra assurdo».
Don Degiorgis sente in prima persona il peso di ciò che dice: «Da solo non posso fare niente, ma insieme possiamo cambiare le cose». Il riferimento va al Comune: «Da una Giunta di centrosinistra mi aspetto che agisca: ci servono meno tavoli e più atti concreti. Io vedo molta sensibilità, ma vorrei di più. Non possiamo parlare tra un mese di emergenza freddo e correre ai ripari aprendo un dormitorio: è evidente che, come ogni inverno, le temperature scenderanno».
La solidarietà del circolo Pd
Tra chi ha già espresso solidarietà a don Dodo, c’è il circolo Pd Alba Roddi: «Esprimiamo la più ferma condanna per le gravi intimidazioni indirizzate a don Domenico Degiorgis, direttore della Caritas albese. L’avvertimento subito da chi, ogni giorno, si spende in prima linea sul campo per garantire tutela, difesa e dignità alle persone vulnerabili e ai lavoratori stagionali è un atto inaccettabile».
E proseguono: «Il tema dell’accoglienza dei lavoratori stagionali e della loro tutela va certamente affrontata con serietà e con la consapevolezza che una situazione così complessa richiede necessariamente la collaborazione e l’impegno non solo dei ruoli istituzionali, ma anche dei singoli attori coinvolti, dalle amministrazioni locali agli enti sovraordinati, fino al mondo produttivo. Come Circolo PD di Alba avvertiamo la responsabilità di affrontare con i dovuti approfondimenti la questione e collaborare, promuovendo il dialogo, sollecitando lʹimpegno di tutti i livelli istituzionali e sostenendo con determinazione chi si batte ogni giorno per una comunità più equa, sicura e solidale».
