di Serena Corradi
ALBA – Per gli istituti comprensivi albesi il nuovo anno sarà all’insegna del riassetto dettato dal dimensionamento della rete richiesto dalla Regione. In base a quanto annunciato nei mesi scorsi, il Mussotto verrà accorpato con il Centro storico, dando vita a una nuova autonomia scolastica.
Per il quartiere albese, il nuovo assetto si accompagna anche alla chiusura della scuola dell’infanzia Nostra Signora del suffragio. C’è anche la questione della nuova mensa scolastica, realizzata con i fondi del Pnrr. Abbiamo fatto il punto con Donatella Croce, assessora all’istruzione albese.
Per quanto riguarda l’accorpamento, a che punto è oggi l’organizzazione?
«Si sta procedendo secondo le tempistiche e le modalità previste. Per le famiglie, i maggiori cambiamenti riguarderanno le attività della segreteria: abbiamo chiesto alla dirigenza di mantenere uno sportello aperto presso la sede del Mussotto per almeno alcuni giorni alla settimana, così da garantire alle famiglie la possibilità di svolgere le pratiche e ricevere le informazioni. La riorganizzazione del personale è invece in capo alla dirigente scolastica e attendiamo le sue decisioni in merito».
E per quanto riguarda la chiusura, da parte della cooperativa Progetto Emmaus, della materna Nostra Signora del suffragio?
«Come Comune abbiamo accolto con dispiacere, ma anche con la consapevolezza che si trattasse di una decisione inevitabile, la notizia della chiusura del plesso, motivata dal calo demografico e dai costi da sostenere. Riteniamo tuttavia che la chiusura non avrà un impatto significativo sul quartiere, poiché molte delle famiglie che usufruivano del servizio provenivano da altri Comuni e altre zone di Alba».
Passiamo alla nuova mensa del Mussotto. A gennaio era stata comunicata la conclusione della parte dei lavori: qual è oggi lo stato dell’intervento e quando sarà operativa, Croce?
«Conclusi i lavori finanziati dal Pnrr, si sta procedendo all’allestimento degli interni attraverso le gare d’appalto per gli arredi e il recupero di quanto è possibile spostare dalla mensa attuale in via Liberazione. È verosimile che la nuova struttura possa essere operativa dal 2027, in concomitanza con la nuova gara d’appalto per il servizio».
Come cambierà l’organizzazione della refezione scolastica con l’attivazione della nuova cucina?
«Non ci saranno grandi cambiamenti dal punto di vista organizzativo. Sul fronte logistico della distribuzione dei pasti alle scuole, però, sarà più agevole raggiungere i singoli plessi, non dovendo attraversare il centro della città negli orari più critici. Per quanto riguarda la struttura di via Liberazione, è vero che non fungerà più da centro cottura, ma continuerà a svolgere il ruolo di mensa cittadina aperta al pubblico».
