di Valter Manzone
BRA -Non si arriverà a breve alla sentenza del processo celebrato oggi (giovedì 1° ottobre) al Tribunale di Asti che vede imputati tre ex-giocatori del Bra calcio, accusati di violenza di gruppo da una ventenne torinese.
La giudice Victoria Dunn ha già comunicato agli avvocati sia della giovane sia dei calciatori – oggi non più della società Ac Bra – l’intenzione di rinviare la decisione al 5 novembre.
Il Pm Davide Greco ha chiesto 4 anni per Fausto Perseu (ora al Giulianova) e per Alessio Rosa (ora al Ligorna) e 3 anni e 6 mesi per Christ Jesus Mawete (ora al Livorno). Il procedimento, che si è svolto con rito abbreviato davanti alla Gup Victoria Dunn, si è aperto con la requisitoria dell’avvocato della parte lesa, Luca Cavallo, che si è associato alle richieste del Pm. Poi è stata la volta dei difensori degli imputati che hanno preso la parola per spiegare il punto di vista dei loro assistiti, che rifiutano l’accusa di violenza essendo, a loro dire, la giovane consenziente.
Un impianto difensivo che per l’accusa e la parte civile non è sostenibile, viste le numerose contraddizioni nei loro racconti. I fatti, che risalgono a fine maggio, vedono la giovane studentessa arrivare con un amica a Bra, per festeggiare durante una serata degli aperitivi.
Incontrato uno dei tre, Perseu, decide di appartarsi nella sua abitazione. Poco dopo però, nell’appartamento che lui condivide con altri due colleghi (uno non coinvolto in questa vicenda), giungono Rosa e Mawete. Secondo la versione della giovane, i tre avrebbero abusano di lei, mentre uno di loro – Alessio Rosa – avrebbe filmato la scena con il cellulare per poi condividere le immagini sulla chat della squadra (motivo per cui è accusato di “revenge porn”).
Intuito che l’amica della giovane stava per avvisare i Carabinieri segnalando l’assenza della ragazza, avrebbero decidono di interrompere. La studentessa tornata a Torino aveva denunciato l’accaduto il giorno successivo. Ora si attende la sentenza.
