Alessandra Morra e la galleria Spazio 14 da oggi al 17 ottobre ci portano a New York con Ettore Sottsass

Sarà un viaggio tra musica, arte, design e atmosfere uniche

Alessandra Morra e la galleria

ALBA – A volte una mostra non si esaurisce con la chiusura, ma genera altre sinergie. Dopo “Grace under pressure”, il viaggio poetico, artistico, letterario proposto la scorsa primavera nel coro della Maddalena, la direttrice di InPoetica Alessandra Morra torna con un nuovo progetto. Si chiama “New York underground. Arte, design e libertà negli anni che cambiarono il mondo”, che troverà casa, dal 3 al 17 ottobre, nella galleria Spazio14 di Marco Garello (in via Pierino Belli 14B). Spiega Morra: «Ho pensato a questo nuovo progetto come a qualcosa che ricomincia nel punto in cui siamo arrivati con la precedente mostra. Questa volta il focus è sul design, ma anche su un’epoca che ha segnato una svolta in tutti i campi. E su un luogo, New York, che negli anni Sessanta e Settanta era un laboratorio di cultura».

Soprattutto, la mostra metterà al centro la figura di un architetto – «che non è un artista, ma altro» – capace di creare un nuovo modo di abitare, comunicare e vivere: Ettore Sottsass Jr, marito di Fernanda Pivano, la traduttrice che portò gli scrittori della beat generation in Italia, celebrata con “Grace under pressure”. Secondo Morra, «Sandro Delpiano ci ha condotti a comprendere come l’esperienza americana fu importante per Sottsass e per il suo approccio al design; dalla sua collezione provengono opere rarissime», perciò allo Spazio14 il visitatore si troverà immerso tra oggetti, forme, colori che evocano la libertà, l’ironia, lo spirito di rinnovamento tipico di quegli anni. Dalla Valentine che Sottsass disegnò per Olivetti nel ’68 alla lampada valigia Stilnovo del ’77, passando per altri pezzi e altri designer. Spazio anche alla pop art e a testimonianze del genio di Elio Fiorucci, pure lui protagonista della scena di New York.

«Per Sottsass il design è più di un semplice oggetto fatto bene. Il segno sa essere più importante della parola: il suo fu fondamentale», spiega Morra. Il nuovo progetto coinvolgerà anche il quartiere: al laboratorio Mamu, al 23A di via Pierino Belli, verrà esposta l’opera di un giovane artista, Rocco Leccese, che si è ispirato al radical design. «Il nostro ringraziamento va anche a Sandra Vezza, proprietaria di Gufram, per l’attenzione dimostrata al progetto».

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