ASTI – Prosegue l’attività del Nucleo investigativo del Comando provinciale dei Carabinieri di Asti, avviata nel gennaio 2026, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Asti, per fare luce sulle attività di un sodalizio criminale di etnia albanese dedito al traffico di sostanze stupefacenti e alla detenzione di armi, gravitanti attorno ad un locale notturno del capoluogo.
L’indagine aveva già consentito, il 20 aprile 2026, di arrestare un cittadino albanese di 47 anni, residente ad Asti, e sequestrare un ingente quantitativo di droga e armi.
Nel corso delle perquisizioni eseguite presso due immobili dell’uomo, ad Asti, i Carabinieri avevano rinvenuto complessivamente circa 22 chilogrammi di cocaina, cinque pistole rubate, una delle quali con matricola abrasa, un silenziatore artigianale, oltre 200 munizioni, comprese alcune da guerra, nonché materiale destinato alla pesatura e al confezionamento dello stupefacente.
L’operazione aveva consentito di sottrarre al mercato illecito un quantitativo di cocaina stimato in decine di migliaia di dosi, dal valore economico di diversi milioni di euro.
Il successivo sviluppo delle indagini ha permesso di ampliare il quadro investigativo. Il 21 luglio sono stati individuati e denunciati altri cinque soggetti di etnia albanese, ritenuti a vario titolo coinvolti nelle attività illecite oggetto di accertamento.

L’esito delle perquisizioni
Nell’ambito del medesimo procedimento penale, il 20 ottobre 2026 i Carabinieri hanno eseguito 13 perquisizioni delegate dall’Autorità giudiziaria, nei confronti dei soggetti individuati e di altre persone ad essi collegate. Le attività hanno interessato Asti, diversi Comuni della provincia e il territorio di Coassolo Torinese, dove gli investigatori ipotizzavano l’esistenza di una coltivazione di marijuana allestita all’interno di un capannone situato in una zona impervia e boschiva.
Le perquisizioni eseguite ad Asti e provincia – con i Reparti speciali dell’Arma, Sos (squadre operative speciali) del primo Reggimento Carabinieri di Moncalieri, le Api (aliquote primo intervento) di Torino, unità Cinofile per la ricerca di stupefacenti ed esplosivi, e i supporti tecnici del Ros – hanno dato esito positivo, in pieno riscontro alle attività in corso. Presso l’abitazione di uno dei soggetti controllati è stata, infatti, rinvenuta sostanza stupefacente, di non ingente quantità; presso l’abitazione di un altro sono state rinvenute cento munizioni per arma comune da sparo. Entrambi sono indagati.
Il risultato più significativo è stato conseguito a Coassolo Torinese, dove, con il supporto dei militari della Compagnia Carabinieri di Venaria Reale, è stata individuata una vera e propria piantagione indoor di marijuana, allestita all’interno di un capannone appositamente attrezzato con impianti di illuminazione e ventilazione.
All’interno della struttura sono state rinvenute 1.206 piante di marijuana, in differenti stadi di infiorescenza, per valore di mercato illecito di oltre un milione di euro, confermando l’ipotesi investigativa formulata nel corso delle attività di indagine.
Sul posto i militari hanno sorpreso e arrestato il presunto custode della coltivazione, un cittadino albanese residente ad Asti, poi messo a disposizione della Procura di Ivrea e associato alla casa circondariale di Ivrea.

Il capannone ricreava l’habitat adatto
È stato sequestrato anche il capannone e le attrezzature presenti: gli indagati avevano costruito un complesso e costoso impianto di ventilazione e riscaldamento, per ricreare il giusto habitat per la piena maturazione delle piante. Personale della rete elettrica nazionale, intervenuto su richiesta degli operanti, ha stimato che il sistema illecito di assorbimento di energia elettrica, fondamentale per alimentare le strumentazioni di controllo del clima ideale, consumava quotidianamente dagli 80 ai 100 kWh.
Gli ulteriori risultati conseguiti confermano la complessità dell’attività investigativa, che, partendo dal sequestro di un ingente quantitativo di cocaina e di un arsenale di armi, ha consentito di estendere gli accertamenti ad altri soggetti e di individuare una struttura destinata alla coltivazione di marijuana su larga scala.
L’attività si inserisce nel costante impegno del Comando Provinciale dei Carabinieri di Asti nel contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, alla disponibilità illegale di armi e ai fenomeni criminali connessi, attraverso un’azione investigativa coordinata e progressiva, finalizzata a ricostruire le reti di approvvigionamento e le eventuali connessioni tra i soggetti coinvolti.
(Il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari per gli ulteriori fatti oggetto di accertamento e che la responsabilità delle persone indagate dovrà essere verificata in sede giudiziaria. Nei confronti degli imputati e degli indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna)
