Da Cagliari a Sassari: sette tappe de La storia in bici per scoprire l’isola in un modo diverso, lungo un itinerario di 530 chilometri

Da Cagliari a Sassari: sette tappe de La storia in bici per scoprire l’isola in un modo diverso, lungo un itinerario di 530 chilometri 4

BRA – Un bilancio ampiamente positivo quello tracciato da Michelino Davico al termine dei 530 chilometri de “La storia in bici” attraverso la Sardegna. «Ogni anno c’è un progetto, ogni anno c’è una storia da raccontare e da vivere» spiega, sottolineando come dietro a un’esperienza di questo tipo ci sia un lavoro organizzativo importante, fatto di percorsi da costruire, territori da coinvolgere, incontri con Amministrazioni e comunità locali e una complessa macchina logistica.

Soprattutto, c’è la passione: «A noi non interessa tanto correre, ma scoprire, capire, pensare». Ed è proprio questo lo spirito che ha accompagnato anche “L’isola diversa”, il titolo del viaggio in bicicletta di quest’anno alla scoperta di una Sardegna meno conosciuta, lontana dall’immagine esclusivamente turistica e balneare. Una Sardegna fatta di paesaggi, persone, storia, archeologia e realtà locali che la bicicletta consente di attraversare lentamente, dando il tempo di vedere, ascoltare e comprendere. Un viaggio nel quale sport, cultura, ambiente, solidarietà e socialità si sono intrecciati ancora una volta, confermando il valore di un progetto che Davico e il suo gruppo portano avanti senza finalità di lucro, grazie soprattutto alla passione e alla collaborazione di tante persone.

Un itinerario di 530 chilometri

La Sardegna raccontata attraverso la bicicletta, i suoi paesaggi e, soprattutto, la sua storia. È stato questo il filo conduttore di “Sardegna 2026. L’isola diversa”, l’iniziativa promossa da “La storia in Bici”, progetto ideato e guidato dal braidese Michelino Davico, che utilizza la bicicletta come strumento per raccontare e valorizzare la storia, la cultura e il patrimonio dei territori attraverso itinerari ciclistici.

Da sabato 26 settembre, un nutrito gruppo di appassionati composto da 70 ciclisti, 20 persone dello staff e 6 accompagnatori, è partito da Cagliari per raggiungere Sassari in sette tappe, attraversando alcuni dei luoghi più significativi dell’isola.

L’obiettivo è stato andare oltre l’immagine della Sardegna legata esclusivamente al mare e alle spiagge, per riscoprirne la lunga memoria: dai nuraghi ai bronzetti, dalle domus de janas alle “case dei giganti”, fino alle testimonianze delle antiche civiltà che nel corso dei secoli hanno attraversato il Mediterraneo. Un patrimonio millenario che si intreccia con lingue, tradizioni e culture, conservando ancora oggi una forte identità.

Il viaggio ha preso il via con un prologo di 40 chilometri, da Cagliari all’area archeologica di Nora. Dopo la presentazione dell’iniziativa e la conferenza stampa nel Municipio di Cagliari, i ciclisti sono partiti per attraversare il capoluogo e proseguire verso Ponte Nuovo, La Maddalena, Sarroch e Pula, fino all’arrivo a Nora.

Domenica 27 settembre è stata la volta della prima tappa vera e propria, da Pula a Sant’Antioco, per 82 chilometri attraverso Santa Margherita, Chia, Capo Spartivento, Capo Malfatano, Capo Teulada, Sant’Anna Arresi e Giba. Lunedì 28 il gruppo ha affrontato i 71 chilometri da Sant’Antioco a Buggerru, lungo la costa delle miniere, passando per Portoscuso, Nebida, Masua e Acquacersi.

Martedì 29 sono stati 85 i chilometri da Buggerru a Oristano, attraverso Arbus, Guspini, Terralba e Arborea. Mercoledì 30 la quarta tappa, da Macomer a Bitti, toccando il nuraghe di Santa Sabina, Pont’Ezzu, Benetutti e Nule, per un totale di 76 chilometri.

Particolarmente impegnativa la quinta tappa di giovedì 1° ottobre, da Nuoro a Pattada: 76 chilometri con oltre 1.293 metri di dislivello positivo, passando per Orune, Bitti, l’area archeologica di Loelle e Buddusò.

Venerdì 2 ottobre il percorso è proseguito da Pattada a Castelsardo, con 87 chilometri attraverso Ozieri, Chiaromonti, Laerru, Bulzi, Sedini e la Roccia dell’Elefante. La conclusione sabato 3 ottobre con la settima e ultima tappa, appena 33 chilometri da Castelsardo a Sassari, passando per Punta Tramontana, Sorso e Sennori.

In totale 530 chilometri in bicicletta, tra coste, aree minerarie, campagne, montagne e territori ricchi di testimonianze archeologiche. Un itinerario nel quale la bicicletta diventa uno strumento per attraversare lentamente l’isola, osservandone il paesaggio e incontrandone la storia.

Particolare attenzione è stata infatti riservata ai siti archeologici, da Nora al nuraghe di Santa Sabina, fino all’area di Loelle e alla Roccia dell’Elefante. Le soste previste lungo il percorso hanno  così trasformato ogni giornata in un’esperienza che ha affiancato alla dimensione sportiva quella culturale e paesaggistica, caratteristica distintiva delle iniziative che “La Soria in bici” propone ogni anno agli appassionati delle due ruote.

Marco Fiorini

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