RODDINO Un’inaugurazione senza autorità e con il sindaco senza fascia tricolore è già una notizia. È successo domenica scorsa, nei pressi dell’ex sferisterio, quando sono state presentate le prime tappe e i progetti per il recupero dell’intera area. Come ha spiegato il sindaco Marco Andriano è stata un’inaugurazione rivolta alla gente di Roddino, a chi ama il paese e a chi vivrà gli spazi recuperati. Il primo cittadino ha ringraziato chi ha avviato il percorso anni fa, come Lorenzo Morano (al quale è intitolato il piazzale dello sferisterio), senza dimenticare Emilio Manzone (il campo da balon porta il suo nome) e Domenico Adriano, mancato a marzo, presidente della società pallonistica. Il sindaco ha anche ricordato l’apporto di tutte le persone che hanno collaborato agli interventi di recupero, ricordando che, per un amministratore, oltre alla realizzazione di opere, la cosa importante è lasciare un paese nel quale si possa vivere bene.

Nel parcheggio del vecchio campo da pallapugno è stata realizzata, con un finanziamento della Regione, un’area camper attrezzata con tutti i servizi necessari, mentre al fondo del campo da gioco e negli spazi adiacenti hanno trovato spazio un giardino botanico con erbe aromatiche curato dagli anziani del paese che aderiscono al progetto Roddino social club e un’oasi per gli insetti impollinatori legata al progetto “+Api” sostenuto dalla fondazione Crc. A illustrare l’iniziativa legata alle api è stato Ivo Boggione, originario di Monforte, titolare dell’azienda agricola Bogion cit, di San Benedetto Belbo. Gli interventi realizzati prevedono anche un’area fitness e picnic. Uno spazio importante è dedicato al mondo del tartufo, con una mostra permanente composta da nove pannelli, nata per raccontare dove e come nasce il fungo ipogeo e il suo legame con il territorio (a Roddino, a luglio, si svolge una fiera dedicata al nero), realizzata in collaborazione con il Centro nazionale studi tartufo. Sono anche state messe a dimora 15 piante donate dall’Associazione trifolao albesi. Inoltre, tra gli alberi, hanno trovato spazio due opere in plexiglass e acrilici dell’artista roddinese Daniela Delfina Dell’Orto.
Per quanto riguarda l’ex sferisterio, è stata smantellata la rete grazie al bando Distruzione della fondazione Crc e sul muro d’appoggio sono state aperte alcune finestre attraverso le quali si può ammirare il paesaggio verso l’alta Langa. I montanti della rete sono diventati i bordi delle aiuole e la rete vera e proprio è stata utilizzata per realizzare una recinzione.
Corrado Olocco

